Attualità - 19 giugno 2026, 18:28

Piano Casa, AVS chiede lo stop della vendita delle case popolari: "Aboliamo l'articolo 5"

La capogruppo Sara Diena ha presentato una mozione contro il decreto del governo, che toglierebbe potere ai comuni sull'alienazione dell'edilizia residenziale pubblica

Piano Casa, AVS chiede lo stop della vendita delle case popolari: "Aboliamo l'articolo 5"

Alleanza Verdi Sinistra contro il piano casa del Governo: a Torino presentato un documento in consiglio comunale per abolire l'articolo 5 del decreto. La proposta parte dalla capogruppo in consiglio comunale di Sinistra Ecologista (cioè AVS a Torino) Sara Diena, che chiede a Sindaco e Comune di farsi portavoce contro la parte dell'atto governativo che introdurrebbe la possibilità da parte del Governo di vendere le case popolari.

Questo provvedimento, secondo Diena che ha presentato l'atto nelle commissioni Edilizia Pubblica e Servizi Sociali, avrebbe due aspetti negativi: accentrerebbe troppo nelle mani dello Stato la gestione delle case popolari e toglierebbe fondi all'edilizia residenziale pubblica. "Si tratta di un decreto troppo orientato all'alienazione di alloggi di edilizia pubblica anziché alla realizzazione di nuovi - ha spiegato -. Anche l'Anci ha promosso emendamenti per poter intervenire verso questo approccio troppo centralistico".

L'articolo 5 del Piano Casa dà infatti al Governo la possibilità di vendere a prezzo agevolato gli alloggi popolari agli inquilini assegnatari, nel caso che non posseggano altre proprietà e che non siano morosi. I ricavi da questa operazione, però, non sarebbero reinvestiti nell'edilizia pubblica, andando a ristrutturare gli alloggi esistenti, a recuperare quelli inutilizzati o a costruirne di nuovi, bensì andrebbero a coprire il debito dei Comuni, delle Regioni o dello Stato.

Proprio questo punto è stato messo in luce anche dai consiglieri PD, che si sono espressi favorevolmente alla proposta di Diena. "Abbiamo già la legge del 1993 che rende possibile vendere gli alloggi di edilizia pubblica a valore agevolato - ha commentato il consigliere Pierino Crema - ma in quel caso le risorse vengono reinvestite nell'edilizia popolare. La prima differenza con il nuovo decreto legge è che il Governo usa i soldi della vendita per ripianare il proprio debito. Questa scelta sciagurata di centralizzare tutte le scelte la ritengo sbagliata".

"L'articolo 5 è inapplicabile perché lo Stato non può prendere alloggi del Comune o di ATC e venderli al posto loro - ha proseguito Caterina Greco -. Riconosco al Governo Meloni di aver iniziato un discorso sul piano casa, e che le finanze pubbliche non sono sufficienti, ma non va bene fatto in questi termini. I soldi per riqualificare gli alloggi residenza pubblica non li abbiamo perché il Piemonte non ha destinato fondi come invece Puglia e Lombardia. Se destinassero 100 milioni a Torino potremmo riqualificare i nostri alloggi di tutta la città metropolitana".

A non piacere alla maggioranza consiliare è proprio la possibilità di vendere in massa gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, che diminuirebbero in modo drastico il già insufficiente numero di case popolari. Già a settembre, approvando una deliberazione di iniziativa popolare sul diritto alla casa, il gruppo consiliare del PD aveva emendato il documento sospendendo i piani di alienazione degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica di Torino, per non ritrovarsi senza case da assegnare in situazioni di emergenza abitativa.

"Anche le regioni di centrodestra hanno chiesto il riesame di questo decreto - ha commentato l'assessore ai Servizi sociali, Jacopo Rosatelli -. Se verrà convertito in legge, favorirà la vendita degli alloggi popolari e questo è un tema su cui discutere. Se gli edifici sono pochi, perseguire la proprietà privata è discutibile, e il consiglio comunale di Torino ha già approvato due documenti per bloccarne l'alienazione. Poi l'articolo 5 dice che i proventi delle vendite sono destinati per ripianare il debito, non per rimetterli nel circuito dell'edilizia pubblica".

I consiglieri di minoranza hanno però difeso le scelte del Governo. "Con l'abolizione dell'articolo 5 si vuole che le cose restino così come sono, invece ci vuole un'inversione di tendenza - ha commentato il capogruppo di Fratelli d'Italia Enzo Liardo - Ogni mattina ATC incassa 10 euro e ne spende 15, è uno stato di cose che deve cambiare".

"Se una legge ha dei vizi non è un consiglio comunale o un ordine del giorno che può dire qualcosa, ma la Corte Costituzionale - ha proseguito la capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech -. Noi voteremo contro perché la mozione è irrealizzabile. Regione Piemonte col programma 'Una famiglia una casa' si propone di ristrutturare 1000 alloggi ERP oggi inutilizzati. Cosa hanno fatto i governi regionali e comunali di sinistra?".

Anche il capogruppo di Torino Libero Pensiero Pino Iannò ha espresso contrarietà, parlando di "strumentalizzazione politica della questione". "Avrei preferito un documento congiunto per risolvere la questione - ha detto -. Prima della discussione in aula chiedo un confronto con ATC e con Regione Piemonte per capire dati e posizioni".

Francesco Capuano

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