Politica - 22 giugno 2026, 16:08

"torino: black out": minoranza all'attacco in Sala Rossa. Dal centro a Mirafiori manca di nuovo la luce

Dal 2025 al 2030 Ireti ha previsto un investimento di 515 milioni di euro sulla rete elettrica

Protesta in Sala Rossa contro i continui black out

Protesta in Sala Rossa contro i continui black out

Mentre in Sala Rossa si parla di black out, in via Montebello, via Vanchiglia e via Rossini è saltata la luce. Ma anche a Mirafiori. Sono queste alcune delle scene capitate nel primo pomeriggio nel centro città, che ben raccontano quello che sta vivendo Torino dallo scorso 25 maggio.

La protesta

Quando la temperatura si fa rovente, e quindi la richiesta di energia schizza verso l’alto per l’accensione di migliaia di condizionatori contemporaneamente, salta la luce. E così il centrodestra in Consiglio Comunale oggi ha deciso di incalzare la giunta Lo Russo, dando il via anche ad una protesta. I consiglieri di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Torino Libero Pensiero e Torino Bellissima hanno esposto i cartelli – richiamandosi graficamente al nuovo claim della città - con scritto “torino: black out”.

Gli investimenti

A fare il punto l’assessore alla Transizione Energetica Chiara Foglietta, che ha spiegato come nel periodo tra il 2025 ed il 2030 Ireti ha previsto 515 milioni di investimenti sulla rete elettrica. Proprio dall’anno scorso si è registrato un incremento notevole, con una spesa di quasi 80milioni di euro.

E la causa principale dei black out, che dal 25 maggio hanno lasciato migliaia di torinesi senza luce, “è la prolungata ondata di calore, che produce un surriscaldamento dell’asfalto che raggiunge temperature sino a 65°/70° gradi”. Un innalzamento che ha prodotto “un incremento di consumi elettrici del 30%, rispetto alle settimane precedenti”.

Il conseguente surriscaldamento del terreno compromette i cavi, che non riescono a smaltire il calore arrivando alla fusione. Le alte temperature fanno sì poi che diminuisca la portata di corrente.  

Minoranza all'attacco

Va all’attacco la capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech, che ha detto: “Ai torinesi non interessa sapere di chi sia la colpa, ma quando il problema verrà risolto. Chiediamo che il Comune eserciti tutto il proprio peso politico e istituzionale nei confronti dei gestori del servizio”. “È inoltre indispensabile che vengano accertati e risarciti integralmente tutti i danni subiti da cittadini e attività economiche” conclude la consigliera di minoranza.

Sulla stessa linea il collega Domenico Garcea, che ha poi aggiunto: “Particolarmente preoccupante è la situazione delle persone fragili, degli anziani e di tutti coloro che dipendono da apparecchiature elettromedicali”. Per il capogruppo del M5S Andrea Russi il sindaco Lo Russo: "ha un ruolo nella governance pubblica di Iren: ora deve pretendere interventi immediati, squadre e generatori pronti prima dei guasti, una mappa delle zone più fragili e un piano vero per l’estate".

Parole condivise dal capogruppo di Torino Libero Pensiero Pino Iannò, che ha detto: "Non ci si può accontentare  di task force emergenziali. Da non dimenticare che Torino è tra i maggiori azionisti, quindi maggiori utili corrispondono a maggior investimenti".

La maggioranza

Ad intervenire anche il consigliere comunale di Sinistra Ecologista Emanuele Busconi: "Il tema della manutenzione della rete elettrica e dell'adattamento ai cambiamenti climatici va affrontato con responsabilità, per evitare i disagi che colpiscono esercizi commerciali, uffici, servizi e pesano soprattutto sulle persone più fragili. Noi pensiamo che, parallelamente, serva una comunicazione costante e preventiva per chiarire le ragioni dei blackout e garantire maggiore trasparenza sugli interventi in essere".

Cinzia Gatti

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU