Una serata conviviale, tra musica e pizza, trasformata in pochi minuti in un caso politico. Continua a far discutere quell’anonima chiamata che ha portato la polizia locale, lo scorso 22 marzo, a effettuare un controllo al centro d’incontro anziani di via Rubino 86, in zona Centro Europa. Un episodio che, pur conclusosi senza sanzioni, ha lasciato dietro di sé interrogativi, tensioni e una nuova interpellanza annunciata sul corretto perimetro di applicazione delle norme ai centri d’incontro.
Il controllo durante la serata conviviale
Le pattuglie della Polizia Locale sono intervenute intorno alle 20, proprio mentre all’interno del centro si stava svolgendo una serata conviviale con pizza d’asporto ordinata dai partecipanti.
In quel momento, la presenza del fattorino - inizialmente scambiato per un agente - ha contribuito a generare ulteriore confusione, in una scena che gli stessi presenti hanno definito come “surreale”.
Gli agenti hanno quindi effettuato le verifiche di rito, interloquendo con l’allora responsabile della struttura, Pasquale Corallo.
“Documenti, Siae e impatto acustico”: cosa è stato chiesto
Al presidente sono stati chiesti i documenti, il permesso Siae per la musica, la relazione di impatto acustico e l’eventuale presenza di una cucina interna. Alla serata hanno preso parte anche due consiglieri della Circoscrizione 2, Piero Ventre e Gian Marco Moschella, coinvolti nell’iniziativa.
Nessuna musica e nessuna cucina: l’esito del controllo
Dopo le verifiche, la Polizia Locale ha redatto una relazione senza procedere a sanzioni. Nessuna musica era in corso, nessuna attività di cucina interna risultava attiva e la serata si svolgeva esclusivamente come momento conviviale tra soci. Resta però il nodo interpretativo legato alla richiesta della documentazione sull’impatto acustico, considerata da alcuni non coerente con la natura dei centri d’incontro.
Il nodo delle regole e il caso interpretativo
La Circoscrizione ha successivamente chiarito che la vicenda non ha riguardato tanto l’impatto acustico quanto il rispetto del Regolamento cittadino dei Centri d’Incontro numero 372. In particolare, viene richiamato il divieto di organizzare pubblici spettacoli senza comunicazione preventiva e la necessità di autorizzazioni specifiche per attività musicali o danzanti.
L’amministrazione ha inoltre evidenziato che l’evento non risultava inserito nel programma annuale del centro e che non era stata inviata alcuna comunicazione preventiva agli uffici competenti, elemento considerato centrale nella contestazione.
Resta aperta, tuttavia, la questione interpretativa sull’applicazione delle norme relative all’impatto acustico nei centri d’incontro, su cui la Circoscrizione ha annunciato la volontà di un confronto con le altre circoscrizioni e la Divisione Decentramento.
Le opposizioni: “Serve buon senso, non rigidità”
Sul piano politico non sono mancate le reazioni. Il consigliere Piero Ventre ha definito l’intervento dei vigili una conseguenza di una segnalazione eccessiva, parlando di “cattiveria” nei confronti di un’iniziativa sociale. Sulla stessa linea Gian Marco Moschella, che ha sottolineato come un approccio eccessivamente rigido rischi di trasformarsi in un precedente: “Se andiamo a fare le pulci a un centro d’incontro, dovremmo farlo a tutti”.
Più netto Domenico Angelino (Fratelli d’Italia), che ha sollevato dubbi sull’opportunità stessa dell’intervento: “Chi ha mandato questi controlli cosa pensava di trovare? Ci sembra ci sia un accanimento contro alcuni circoli”.





