Uno spazio dedicato all’ascolto, all’accoglienza e al supporto relazionale per pazienti, familiari e operatori sanitari. Si chiama “Camera Amica” ed è stata inaugurata oggi all’interno del reparto di Day Week Surgery dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano.
Ricavata dalla riqualificazione di un locale precedentemente adibito a deposito, la Camera Amica è stata concepita come un luogo polifunzionale a disposizione di pazienti, familiari e operatori sanitari. L’ambiente ospiterà colloqui tra medici, pazienti e familiari nei momenti più delicati del percorso assistenziale, incontri di aggiornamento e confronto per il personale, attività di informazione e orientamento, ma anche un programma culturale di incontro con l’arte e la cultura che parte dal racconto della storia del Castello di Rivoli fino alle mostre e attività del Museo d’Arte Contemporanea.
Le pareti sono state concepite come un giardino, attraverso un intervento partecipato di wall painting a cura del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Si tratta di un ambiente e di immagini pensati e fisicamente realizzati sia da pazienti che dallo staff che anima l’ospedale, una vera e propria presa di possesso degli spazi architettonici attraverso la loro significazione tramite una visione condivisa.
Accanto alla nuova sala, il progetto prevede un’iniziativa innovativa di accesso culturale al territorio: i 3.000 pazienti che ogni anno soggiornano nel reparto per interventi chirurgici potranno essere accolti al Castello di Rivoli – Residenza Sabauda, in un percorso che intende creare una continuità simbolica tra l’esperienza di cura e il ritorno alla vita quotidiana.
«La Camera Amica nasce dalla convinzione che la qualità delle cure passi anche dalla qualità delle relazioni e dei luoghi in cui le persone vivono l’esperienza della malattia e dell’assistenza. Vogliamo offrire ai pazienti, ai loro familiari e ai professionisti uno spazio capace di accogliere, ascoltare e sostenere, contribuendo a rendere l’ospedale un ambiente sempre più attento ai bisogni emotivi e relazionali delle persone», dichiara Davide Minniti, Direttore Generale dell’AOU San Luigi Gonzaga.
«La qualità di un ospedale non si misura soltanto dalle tecnologie o dalle prestazioni che è in grado di offrire, ma anche dalla capacità di accogliere, ascoltare e accompagnare le persone nei momenti più delicati della loro vita. La "Camera Amica" rappresenta un esempio concreto di questa visione: uno spazio che mette al centro la relazione umana e che, attraverso il dialogo con il mondo della cultura e dell'arte, contribuisce a rendere i luoghi di cura più vicini ai bisogni di pazienti, familiari e operatori. È un progetto innovativo che interpreta pienamente gli obiettivi del nuovo Piano Socio-Sanitario Regionale, valorizzando il benessere della persona in tutte le sue dimensioni e confermando il ruolo del San Luigi come realtà capace di coniugare assistenza, innovazione e umanizzazione delle cure», sottolinea Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte.
Francesco Manacorda, Direttore del Castello di Rivoli, afferma: «Il Castello di Rivoli aderisce al progetto come iniziativa veramente sperimentale nella riconsiderazione del ruolo dell’arte nella società di oggi. L’arte è un’esperienza in grado di incidere sulle dimensioni cognitive, emotive e relazionali dell’individuo. Da anni il nostro Dipartimento Educazione traduce questa esperienza in pratiche inclusive e accessibili, ma la convenzione con l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga rende esplicita, nel riconoscere l’apporto come trattamento, una diversa forma di accompagnamento verso il benessere. Questo riconosce il Museo come luogo di cura, assegnando all’esperienza artistica un ruolo attivo nei percorsi di salute e di ben-essere».
La nuova sala e il programma di accesso culturale al Castello di Rivoli sono le prime azioni progettate con il personale nell’ambito dalla convenzione sottoscritta dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano, dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e l’Ente di ricerca CCW – Cultural Welfare Center. L’accordo è finalizzato alla realizzazione di un percorso strutturato pluriennale di ricerca-azione volto al contributo della cultura all’umanizzazione della cura e dei luoghi di cura, nonché alla promozione del ben-essere degli operatori sanitari, dei pazienti e dei loro familiari.
L’iniziativa assume un significato particolarmente rilevante nel contesto della recente sottoscrizione del Protocollo di cooperazione tra il Ministero della Salute e il Ministero della Cultura, che riconosce il ruolo della cultura quale determinante sociale per la salute e fattore di ben-essere individuale e collettivo. La convenzione tra l’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga e il Castello di Rivoli si pone in sintonia con questa visione, traducendo in azioni concrete e misurabili il valore dell’integrazione tra sistemi sanitario e culturale a beneficio delle persone e delle comunità.
La collaborazione mira a valorizzare il contributo delle pratiche artistiche e culturali nei contesti sanitari, secondo l’approccio delle Medical Humanities e del Welfare Culturale, riconosciuti a livello internazionale come strumenti efficaci per il miglioramento dell’esperienza di cura, del benessere organizzativo e della qualità dei servizi.
Il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, attraverso molteplici progetti e attività realizzati nel Museo e sul territorio e le collaborazioni in essere con altre aziende sanitarie regionali, ha sviluppato competenza nel promuovere l’arte come strumento di cittadinanza attiva, cura e benessere, capace di generare un impatto positivo e misurabile sulla salute fisica e mentale delle persone e delle comunità. La partnership con l’AOU S. Luigi Gonzaga, ospedale di prossimità per il museo, rafforza questa linea strategica di ricerca e azione.
Il percorso si avvale del contributo scientifico del CCW – Cultural Welfare Center, primo centro italiano dedicato allo studio della relazione tra cultura e salute, allo sviluppo di modelli fondati su evidenze scientifiche e alla costruzione di competenze specialistiche in questo ambito.
I due enti entreranno a far parte della piattaforma di collaborazione dell’AOU, denominata Conferenza di partecipazione.
In tale cornice, il piano di azione prevede, oltre alla realizzazione della Camera Amica: attività di ascolto e formazione continua rivolte al personale sanitario; interventi di risemantizzazione degli spazi ospedalieri ad alto valore simbolico, a partire dagli ingressi delle sale operatorie, attraverso linguaggi artistici e processi partecipativi sulla base dei desideri di chi anima l’ospedale, che coinvolgano direttamente gli operatori sanitari, i cittadini e, in particolare, le nuove generazioni, in collaborazione con gli Istituti scolastici del territorio.
Secondo Catterina Seia, Presidente di CCW, «La “Camera Amica” rappresenta un passo concreto e altamente simbolico nel percorso di integrazione tra cultura e salute che stiamo costruendo insieme. In linea con crescenti evidenze scientifiche, è un luogo che non si limita a supportare i momenti più delicati della cura, ma che riconosce valore alla relazione, all’ascolto e alla qualità dell’esperienza vissuta da pazienti, familiari e operatori, come pratica quotidiana e misurabile, contribuendo a rendere i luoghi di cura sempre più umani, accoglienti e generativi di ben-essere, partendo da chi li vive ogni giorno».
L’intero percorso sarà oggetto di monitoraggio e valutazione, al fine di rilevarne l’impatto in termini di ben-essere degli operatori, esperienza dei pazienti e qualità dei luoghi di cura, nonché di contribuire alla produzione di conoscenze utili alla programmazione sanitaria e alla trasferibilità del modello. La convenzione rappresenta un esempio di collaborazione interistituzionale orientata allo sviluppo di politiche integrate per la salute, sperimentando modelli innovativi di collaborazione tra istituzioni e contribuendo alla costruzione di una sanità sempre più attenta alla dimensione umana, relazionale e sociale della cura.
Un progetto che guarda al futuro della sanità pubblica, immaginando luoghi di cura sempre più capaci non solo di curare, ma anche di accogliere, ascoltare e generare benessere, nella visione One Health – Salute circolare e Salute in tutte le politiche, promossa da OMS – Organizzazione mondiale della Sanità.





