Cronaca - 30 giugno 2026, 18:58

Botte e minacce ai cronisti a Chivasso, dopo l'agguato di stamattina. Condanna bipartisan da parte della politica

Da Alberto Cirio agli esponenti del centrosinistra, tutti si sono affrettati a dichiarare la propria vicinanza a Federico Gottardo (Repubblica), Caterina Stamin (Stampa) e al fotoreporter che era con loro

Tre giornalisti aggrediti a Chivasso dopo l'agguato di questa mattina

I colpi di pistola al mattino, le botte ai giornalisti al pomeriggio. Chivasso ha continuato per tutta la giornata a essere la cornice di fatti negativi: se infatti nelle prime ore della giornata i riflettori si erano accesi per quello che sembra essere un agguato o un regolamento di conti ai danni di un personaggio già noto alle forze dell'ordine (Francesco Ilaqua, 48 anni), al pomeriggio le notizie si sono rincorse dopo che due cronisti e un fotogiornalista che stavano seguendo la vicenda sul posto sono stati aggrediti e picchiati.

Tre colleghi coinvolti

Si tratta di Federico Gottardo, giornalista de La Repubblica e Caterina Stamin, de La Stampa, insieme appunto a un fotogiornalista. Con la seconda che è stata raggiunta da alcuni insulti, mentre il primo ha avuto la peggio, ricevendo anche alcuni pugni in testa, finendo in ospedale. Sui fatti si sono espressi l'Ordine regionale dei Giornalisti e L'Associazione Stampa Subalpina . "Quanto accaduto è un episodio grave e inaccettabile. Aggredire un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni non è soltanto un atto di violenza nei confronti di una persona, ma un attacco alla libertà di informazione e al diritto dei cittadini ad essere informati. Federico Gottardo è anche presidente del Gruppo Cronisti Piemontesi, da poco ricostituitosi in seno alla Subalpina proprio per fronteggiare con maggiore forza ogni limitazione al diritto di cronaca, che si tratti di accesso agli atti o di aggressioni verbali e fisiche. Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti del Piemonte sono vicini a Federico, augurandogli pronta guarigione e auspicando che le autorità facciano piena luce sull’accaduto, individuandone i responsabili. Il nostro lavoro al servizio delle notizie e del diritto di cronaca, in ogni caso, non si ferma".

Le reazioni della politica

"Esprimo la mia piena solidarietà a Federico Gottardo, vittima di una grave aggressione mentre stava svolgendo il proprio lavoro di cronista - commenta Alberto Cirio, presidente della Regione -. E' un episodio inaccettabile che colpisce non solo una persona, ma un principio fondamentale della nostra democrazia: la libertà di stampa e di informazione. Chi racconta i fatti nell'interesse della collettività deve poter lavorare in sicurezza, senza intimidazioni e senza subire violenze. A Federico i migliori auguri affinchè possa guarire presto e la vicinanza mia e della Regione Piemonte. Difendere il lavoro dei giornalisti significa difendere la trasparenza, il pluralismo e la qualità della nostra democrazia. Sono valori che non possiamo negoziare e su cui non devono esserci esitazioni".

E il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, aggiunge: “A nome della Città di Torino desidero esprimere solidarietà al giornalista Federico Gottardo, vittima di una brutale aggressione, e alla giornalista Caterina Stamin, aggredita verbalmente, mentre erano entrambi impegnati a svolgere il proprio lavoro nel documentare un episodio di cronaca a Chivasso. Quanto accaduto è gravissimo. Impedire ad un giornalista di svolgere il suo lavoro colpisce la libera informazione che è uno dei pilastri della nostra democrazia”.

Solidarietà anche da parte del Pd e in particolare da parte del consigliere regionale Domenico Rossi, presidente Commissione Legalità (Commissione permanente per la promozione della cultura della legalità e contrasto ai fenomeni mafiosi). "Questo grave fatto di sangue, unito alla preoccupante aggressione subita nel pomeriggio dal giornalista di Repubblica Federico Gottardo – a cui va la mia totale solidarietà per aver svolto il proprio dovere di cronaca – ci impone una riflessione profonda: non è assolutamente il momento di abbassare la guardia e tutte le istituzioni devono fare la propria parte. La criminalità e la violenza si contrastano mantenendo altissima l'attenzione, potenziando il controllo del territorio e lavorando perché si diffonda sempre di più una cultura condivisa sulla legalità democratica". 

E Chiara Gribaudo, vicepresidente del Pd, aggiunge: "Esprimo la mia totale solidarietà al giornalista di Repubblica per l’aggressione fisica ricevuta oggi e alla sua collega di La Stampa per quella verbale. Da tempo vediamo episodi di violenza nei confronti dei giornalisti e questo non può che nuocere alla democrazia e alla libera informazione. Per fortuna in questo caso non è successo nulla di grave, ma questo tipo di atteggiamento è alla base di violenze ben più gravi, come quella avvenuta al conduttore di Report Ranucci. Non dobbiamo mai voltare la testa di fronte a episodi del genere, ma condannare fermarmente”.

Sempre da sinistra arrivano le parole di vicinanza da parte di Marco Grimaldi, vicecapogruppo AVS Camera, Alice Ravinale, capogruppo AVS Regione Piemonte e Sara Diena, capogruppo SE Comune di Torino. "Esprimiamo la più ferma e totale condanna per la grave aggressione subita oggi a Chivasso dal giornalista di la Repubblica, Federico Gottardo, mentre stava svolgendo il proprio lavoro di cronaca insieme alla collega de La Stampa Caterina Stamin, anche lei aggredita verbalmente, e a un fotogiornalista. Colpire un giornalista impegnato nel raccontare i fatti significa colpire non soltanto una persona, ma un principio fondamentale della nostra democrazia: il diritto dei cittadini e delle cittadine a essere informati e la libertà di stampa, pilastro imprescindibile di ogni società libera e civile". E aggiungono: "A Federico Gottardo, a Caterina Stamin e al fotogiornalista presente va la nostra piena solidarietà; così come la nostra vicinanza va a tutti i giornalisti e a tutte le giornaliste, fotogiornalisti e fotogiornaliste che ogni giorno operano in contesti difficili, con contratti nazionali da rinnovare, con cambi di gerenza che lasciano incertezze sul futuro, con contratti di collaborazione sempre più precari e pagati poco.
Chiediamo che venga fatta rapidamente piena luce sull’accaduto e che i responsabili siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie azioni. Difendere chi informa significa difendere la democrazia stessa. Nessuna violenza, nessuna intimidazione, nessun tentativo di silenziare il lavoro giornalistico può essere tollerato".

Secca condanna anche da parte di Gianna Pentenero, presidente del Pd in Consiglio Regionale. "Quanto è accaduto oggi a Chivasso è di una gravità assoluta ed esprime una deriva che non possiamo e non dobbiamo tollerare in una società democratica". "Quanto hanno dovuto subire il cronista di Repubblica Torino Federico Gottardo, la giornalista de La Stampa Caterina Stamin – bersaglio di inaccettabili insulti verbali - e un fotogiornalista impegnato sul campo è, se possibile, ancora più grave. A tutti loro va la mia totale e incondizionata solidarietà", prosegue. "Il lavoro in prima linea svolto quotidianamente dai giornalisti e dagli operatori dell'informazione è un pilastro fondamentale per rendere più trasparente, aperta e matura la vita democratica di questo Paese. Non si tratta di una concessione, ma di un diritto fondamentale sancito chiaramente dalla nostra Costituzione all'Articolo 21". "Come forze politiche - conclude la presidente del gruppo PD - abbiamo il dovere inderogabile di continuare a difendere, senza alcuna esitazione, il principio cardine della libertà di stampa. Accanto a questo, è prioritario garantire la massima sicurezza sul lavoro per tutti coloro che si muovono quotidianamente sul territorio al solo scopo di consentire alle cittadine e ai cittadini di conoscere i fatti in modo libero e indipendente".

"Esprimo la mia piena solidarietà al giornalista Federico Gottardo, aggredito a Chivasso mentre stava svolgendo il proprio lavoro, e gli rivolgo i migliori auguri di una pronta guarigione. Aggredire un giornalista significa colpire il diritto di cronaca e la libertà di informazione, principi fondamentali di ogni società democratica. Nessuna forma di violenza o intimidazione può trovare giustificazione", dice il presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Davide Nicco.