Fino a qualche anno fa era un fenomeno contenuto tra luglio e agosto. Il caldo di questi giorni, però, ha spinto una marea di turisti ai tumpi di Bobbio Pellice e domenica sono piovute numerose multe.
La pressione è sempre più alta sulle famose vasche di acqua del Guichard e la situazione si sta facendo difficile da gestire per il Comune di Bobbio Pellice, che cerca sponda in enti superiori come la Prefettura e negli altri Comuni.
La maggior parte dei bagnanti arriva da Torino e cintura e non conosce bene il luogo, oltre a non portare beneficio turistico al paese, perché il centro è distante: “La strada per salire è ripida e stretta, due macchine che procedono in senso contrario in diversi tratti non riescono a passare – spiega il sindaco Mauro Vignola –. Per questo motivo abbiamo creato delle piazzole per accostare temporaneamente, ma c’è chi le usa per sostare, non capendo la loro funzione”.
Domenica l’agente di polizia locale ha fatto una cinquantina di multe, quasi tutte per divieto di sosta. Ma per Bobbio è impossibile garantire controlli costanti: “Stiamo facendo di tutto per gestire la situazione, ma è sempre più complicata: abbiamo anche creato un parcheggio da una cinquantina di posti, oltre a quelli esistenti, ma non basta. Quindi ragioniamo di farne un altro. Ma alcuni utenti non portano via nemmeno l’immondizia dai tumpi e per noi diventa pure un problema ambientale”.
Il sindaco, poi, torna sull’episodio di sabato: l’emergenza scattata per le acque marroni. “Abbiamo dovuto evacuare i tumpi per ragioni di sicurezza, a testimonianza del fatto che la montagna è un territorio particolare e che da un momento all’altro può capitare qualcosa di imprevisto. Concludendo comprendiamo le problematiche di coloro che cercano refrigerio e sollievo, ma chiediamo una maggiore consapevolezza e un maggior rispetto del territorio che si frequenta, nell’interesse di tutti e in special modo di coloro che su quel territorio si trovano a lavorare e a vivere tutto l’anno” conclude con un appello.





