I residenti di corso Venezia dicono basta al Tossic Park e presentano un esposto alle forze dell'ordine. Sono una cinquantina gli abitanti della zona a ridosso dell'ex scalo ferroviario, compreso tra piazza Ghirlandaio e via Fossata, che hanno sottoscritto il documento per chiedere un intervento dell'Autorità di Pubblica Sicurezza.
Falò e degrado
Da tempo i cittadini denunciano come i terreni di Rfi siano diventati una casa per clochard e tossicodipendenti, che lì vanno a dormire ma anche a drogarsi, con tutti i problemi legati alla microcriminalità. Ma anche di convivenza con gli abitanti delle palazzini confinanti, che affacciano direttamente sull'area verde, che denunciano come anche in piena estate siano accesi dei falò per bruciare rifiuti ed altre masserizie.
Insediamento abusivo
il Tossic Park è destinato ad essere riqualificato nell'ambito dei lavori di costruzione della linea 2 della metropolitana: qua troveranno posto il deposito e l'officina. Prima però di vedere gli operai al lavoro, e di dare un nuovo volto all'area, dovranno passare anni. Tempo che i residenti esasperati non hanno più voglia di aspettare. Anche perché sulla rampa in disuso che conduce al passante ferroviario sotterraneo si è radicato un insediamento abusivo permanente con baracche e tende, stabilmente occupato da tossicodipendenti.
A questo si sommano i furti e gli scippi, i danneggiamenti alle reti metalliche poste a chiusura, i roghi di materiali plastici e di legno con conseguenti colonne di fumo denso e tossico che entrano negli appartamenti affacciati sull'area. Sono aumentati poi gli episodi di microcriminalità, con la rottura dei cristalli della auto in sosta per portare via denaro ed altri piccoli oggetti dagli abitacoli.
Gli sgomberi
Nel corso degli ultimi anni sono stati eseguiti diversi interventi di sgombero, demolizione e bonifica da parte delle forze dell'ordine: l'ultimo blitz risale al 12 giugno, con l'impiego di mezzi pesanti autoarticolati per la rimozione di tonnellate di masserizie. Ciononostante, gli occupanti abusivi sono tornati puntualmente nel giro di poche ore dal termine delle operazioni.
Per cercare di porre un argine i residenti hanno dato il via a forme di mobilitazione spontanea, arrivando presidiare i marciapiedi per segnalare in tempo reale le intrusioni nei predetti varchi. Questa mattina l'ultimo atto con l'esposto.
Le richieste

Tra le richieste contenute nel documento l'intensificazione dei controlli, in particolare nei punti di accesso all'area verde davanti a corso Venezia 65-71, oltre all'identificazione degli occupanti. I residenti chiedono poi l'attivazione di un Tavolo Tecnico di Coordinamento d’urgenza presso la Prefettura, che veda il coinvolgimento del Comune di Torino e della proprietà del sedime{RFI- Rete Ferroviaria Italiana), "affinché venga imposto a quest'ultima l'obbligo di custodia, messa in sicurezza e chiusura strutturale definitiva dei varchi d'accesso mediante barriere pesanti, l'attivazione di sistemi di videosorveglianza e il potenziamento dell'illuminazione".
Nelle ultime settimane si è mosso anche il mondo politico, in maniera bipartisan: i consiglieri Fabrizio Ricca (Lega), Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) e Simone Fissolo (Moderati) hanno presentato degli atti in Sala Rossa per sollecitare intervento e attenzione sull'area di corso Venezia.








