Economia e lavoro - 06 luglio 2026, 07:22

Leini, senza la commessa di Intesa Sanpaolo per la filiale digitale a rischio 43 posti di lavoro per Numero Blu Torino

Il call center alle porte del capoluogo non ha altri clienti e dopo 10 anni si va verso la chiusura della sede. Sono coinvolte soprattutto donne. Sciopero proclamato per l'8 luglio

A rischio il call center di Leini

A rischio il call center di Leini

Una commessa (l'unica) che si esaurisce e una sede destinata a chiudersi, con la perdita di 43 posti di lavoro. E' quanto sta succedendo a Leini, in particolare per quanto riguarda la NBT, Numero Blu Torino, call center che ha Intesa Sanpaolo come solo cliente e per la quale svolge il servizio di "filiale digitale". A lanciare l'allarme sono i sindacati di Fim Cisl e Fiom Cgil, che spegano: "Nei giorni scorsi NBT ci ha comunicato l’intenzione di voler procedere con la chiusura della sede di Leinì, con conseguente licenziamento di 43 persone, principalmente donne, a causa della ventilata volontà di Intesa San Paolo di non rinnovare ad ottobre 2026  l’attuale commessa in essere che queste lavoratrici gestiscono da oltre 10 anni". 

Altre attività in altre sedi

Una prospettiva che i rappresentanti dei lavoratori vorrebbero scongiurare, considerando che NBT ha in gestione "molte altre attività in vari siti italiani". Ci sarebbe dunque "la possibilità di dare continuità occupazionale mettendo al primo posto la loro responsabilità sociale del fare impresa. E invece siamo di fronte alla solita scelta di tutelare i profitti a scapito delle vite delle lavoratrici e dei lavoratori". 

Sciopero l'8 luglio

Nuovo capitolo dunque dopo lo stato di agitazione proclamato ormai il 20 aprile scorso per un importante calo di volumi di chiamate,  mentre la Regine è già stata interessata. "Ci aspettiamo con urgenza una convocazione congiunta di tutte le parti.  Data la drammaticità della situazione le lavoratrici e i lavoratori hanno deciso di mettere in campo tutte le azioni ritenute utili alla difesa del loro posto di lavoro". Si comincerà con uno sciopero l’8 luglio.  

C’è l’assoluta  necessità che i lavoratori dei call center non siano considerati dai committenti lavoratori di serie B; dopo 10 anni a gestirne i clienti non si può essere cestinati e magari scoprire che parte delle attività saranno delocalizzate in call center esteri - dice Vito Bianchino, Fim Cisl Torino e Canavese -. Banca Intesa dia garanzie di continuità  alla commessa e Numero Blu si attivi per integrare anche altre commesse nel sito di Leini. Vanno invertite le logiche del massimo profitto a scapito della dignità dei lavoratori, in mancanza rischiamo di trovarci in questo settore di fronte a strategie le cui drammatiche conseguenze sociali sul territorio si andranno a sommare alle note problematiche già presenti nell’indotto automotive”. E Giorgia Perrone, Fiom Cgil Torino, aggiunge: “Siamo di fronte all’annuncio dello smantellamento di un intero call center che ha diligentemente servito un committente per 10 anni, nonostante la progressiva e costante erosione del suo lavoro. Intesa San Paolo senza remore sembra voler riprendersi in casa il servizio causando di fatto il licenziamento di 43 persone (la maggior parte donne) con competenze paragonabili ai suoi dipendenti diretti. Tutto questo proprio mentre la Banca dichiara utili da capogiro, lancia un’OPAS da 30 miliardi di euro su Monte dei Paschi di Siena e prevede programmi d’assunzione da centinaia di persone nella Filiale Digitale. NBT non può sentirsi sollevata dalla sua diretta responsabilità sociale di datore di lavoro né tantomeno Intesa può pensare che non sarà ritenuta co-responsabile della falcidiatura di posti di lavoro proprio nel territorio in cui è nata e su cui insiste la sua sede principale con tutta la sua ampia influenza. Ci aspettiamo una soluzione tempestiva da parte di entrambe le società”. 

Massimiliano Sciullo

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU