Economia e lavoro - 08 luglio 2026, 17:40

Blackout, ancora una giornata di passione e problemi. I commercianti chiedono un tavolo con Iren

Le richieste di Epat e del Comitato NoBlackOut

Borgo Filadelfia al buio, durante uno dei tanti blackout dei giorni scorsi

Borgo Filadelfia al buio, durante uno dei tanti blackout dei giorni scorsi

Dopo l'ennesima giornata di passione e di blackout, dalla Crocetta a Santa Rita, da San Donato alle zone più periferiche della città, sale la rabbia da parte degli esercenti e dei commercianti torinesi, esasperati dopo i tanti problemi avuti nelle ultime settimane.

La richiesta di un tavolo con Iren

Le richieste sono state fatte e le risposte non sono state soddisfacenti: ora diventa indispensabile un tavolo di confronto diretto con Iren e Ireti. A pochi giorni dalla petizione del Comitato NoBlackOut - a cui aderiscono oltre 250 operatori del mondo della somministrazione di Torino - indirizzata alle istituzioni cittadine e a Iren e Ireti, la cui risposta ha lasciato gli imprenditori insoddisfatti, mostrandosi, però, disponibile a un confronto con le associazioni di categoria. L’associazione dei pubblici esercizi Epat non si è fatta attendere e interviene con una richiesta formale a Iren e Ireti in cui chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto ai fini di:

  • Ottenere una mappatura delle interruzioni per quartiere, data, orario e durata;
  • Attivare il riconoscimento tempestivo degli indennizzi automatici;
  • Configurare una procedura semplificata per la richiesta degli ulteriori danni da parte delle imprese;
  • Costituire un fondo ristori o misura straordinaria per le attività economiche colpite;
  • Ricevere l’illustrazione del piano operativo per evitare il ripetersi dei blackout nelle giornate di caldo intenso.

Dopo la giornata di ieri, caratterizzata da nuove e pesanti interruzioni di energia in Crocetta, e mentre sono in corso una quindicina di blackout in città, Epat ha incontrato il Comitato NoBlackOut per sostenerne le istanze e portarle all’attenzione dei gestori del servizio e delle istituzioni. 

I commenti

«La somministrazione è il settore più colpito - sottolinea Vincenzo Nasi, presidente Epat -. Le imprese non chiedono comprensione: chiedono interventi e tempi certi. Prendiamo atto della disponibilità al dialogo espressa ieri da IRETI alle imprese del Comitato NoBlackOut, ma questo non basta. Chiediamo perciò formalmente di aprire con la massima urgenza un tavolo operativo e una quantificazione puntuale, quartiere per quartiere, dei danni e dei relativi ristori. Sappiamo che i disagi sono legati a un’ondata di caldo eccezionale, ma anche lo scorso anno le temperature avevano già messo in ginocchio la rete e, di conseguenza, l’attività di molti imprenditori. Bene la presa di posizione del Sindaco degli scorsi giorni nei confronti del gestore; siamo sicuri che continuerà a porre la massima attenzione sul problema».

«Come associazione di categoria, stiamo conducendo una mappatura indipendente dei danni subiti dagli operatori del settore», spiega Claudio Ferraro, direttore Epat, «per avere contezza di quanto le interruzioni di energia pesino concretamente sulle attività. È un lavoro complementare a quello che chiediamo a IRETI: a noi la fotografia dei danni economici sul territorio, a loro la mappatura tecnica blackout, quartiere per quartiere. Incrociando i due dati potremo arrivare a ristori commisurati al danno reale. Abbiamo allertato, inoltre, l’Autorità garante dell’energia Arera, che ha dato segno di attenzione per quanto capitato nella nostra città».

«Il nostro Comitato cresce di giorno in giorno e questo è un segnale chiaro della portata del problema – dichiarano i rappresentanti Comitato NoBlackOut -. Vogliamo il riconoscimento di quanto le interruzioni impattino sul settore. Siamo stati senza energia anche 12 ore, ma un pubblico esercizio che resti al buio anche solo 2 ore ha un danno enorme, e questo non viene riconosciuto. Già lo scorso anno abbiamo vissuto una situazione insostenibile, il caldo non diminuirà, lo sappiamo, e allora chiediamo come potremo affrontare le prossime settimane e l’estate del prossimo anno. Vogliamo delle risposte».

Anche FI all'attacco: "Servono risposte immediate"

"Di fronte alle settimane di blackout che hanno colpito Torino, culminate con il gravissimo episodio tra il 22 e il 23 giugno che ha lasciato interi quartieri senza elettricità fino a tredici ore, riteniamo francamente fuori luogo assistere a una narrazione autocelebrativa da parte dei vertici di Ireti. I cittadini chiedono risposte, non operazioni di comunicazione". Lo dichiarano il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia Torino, commentando le recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato di Ireti sui dati relativi ai guasti e ai tempi di ripristino della rete elettrica.

"Il blackout non è stato soltanto un disagio tecnico – concludono Rosso e Fontana – In piena estate significa lasciare anziani, persone fragili, malati e bambini senza la possibilità di utilizzare ventilatori o condizionatori proprio nei giorni di caldo più intenso. La cooling poverty non riguarda soltanto chi non può permettersi i costi dell’energia, ma anche chi, pur potendoli sostenere, si ritrova senza elettricità per ore a causa di una rete che non regge. Torino merita infrastrutture moderne, una governance all’altezza delle sfide climatiche e amministratori capaci di prevenire le emergenze".

m.d.m.

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