Con una lettera inviata all'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi e al direttore regionale Antonino Sottile, i sindacati chiedono un incontro urgente per fare il punto su proiezioni aziendali, gestione del personale e piani organizzativi delle Aziende Sanitarie piemontesi.
Cisl, Nursind, Fials e Nursing Up sottolineano come "l’immediata e temporanea sospensione delle nuove procedure di reclutamento ci preoccupa, oltre all'obbligo di redigere piani di ridistribuzione interna del personale e ad una profonda riorganizzazione dei servizi, che impatta direttamente sulle condizioni di lavoro dei professionisti rappresentati".
"Considerato che la direttiva assegna alle Aziende il termine stringente di 10 giorni per trasmettere le proiezioni e le relative relazioni, riteniamo imprescindibile che tali documenti non vengano considerati come meri adempimenti burocratici o di bilancio, ma richiedano una valutazione politica e sindacale complessiva a livello centrale. Per queste ragioni, nell'ambito delle corrette relazioni sindacali, si richiede formale e urgente incontro a livello regionale e la contestuale trasmissione e condivisione con le scriventi dei piani e dei dati che le Aziende stanno inviando, al fine di attivare un di esame congiunto per una analisi degli stessi. Riteniamo necessario un confronto regionale che garantisca uniformità sul territorio e una governance partecipata di una fase così delicata per la tenuta del sistema sanitario", concludono i segretari regionali Alessandro Bertaina, Francesco Coppolella, Daniele Baldinu e Claudio Delli Carri.
Anche la CIMO-FESMED Piemonte esprime grave preoccupazione per la nota della Direzione Sanità della Regione Piemonte del 3 luglio 2026, con la quale, nell’ambito di una “verifica straordinaria” dei bilanci preventivi 2026, le Aziende Sanitarie Regionali vengono invitate a sospendere le nuove procedure di reclutamento del personale. “CIMO-FESMED Piemonte non intende alimentare contrapposizioni: vogliamo un dialogo diretto con la Direzione regionale, che riteniamo in questo momento assolutamente necessario. Chiediamo pertanto l’immediata convocazione di un tavolo di confronto, da tenersi subito dopo l’acquisizione dei dati trasmessi dalle Aziende e comunque prima che qualsiasi decisione venga assunta unilateralmente a livello regionale o aziendale. La sostenibilità del sistema sanitario non si costruisce con provvedimenti calati dall’alto, ma con il coinvolgimento di chi la sanità la fa funzionare ogni giorno” ha dichiarato il Segretario Vladimir Erardi Bacic.
La nota inviata alle Aziende sanitarie regionali è una sorprendente ammissione di ritardo e di mancanza di governo. Quando a giugno si arriva a chiedere alle aziende di verificare se le assunzioni effettuate abbiano prodotto risultati, di sospendere nuove procedure di reclutamento e di ridisegnare la distribuzione del personale, significa che la programmazione non è stata fatta quando serviva” Lo affermano Domenico Rossi (segretario regionale PD), Gianna Pentenero (presidente del Gruppo PD in consiglio regionale), e Daniele Valle (vicepresidente della commissione sanità).
“La parte più allarmante della nota è quella in cui si chiede alle aziende di sospendere le nuove procedure di reclutamento di fronte a una situazione che vede tanti reparti in crisi, concorsi deserti e difficoltà a garantire i servizi durante il periodo estivo. È difficile immaginare un messaggio più contraddittorio in una fase nella quale cittadini e operatori continuano a denunciare carenze di organico e difficoltà di accesso alle prestazioni” spiegano i consiglieri regionali. “Le liste d’attesa - proseguono - non si recuperano con le verifiche amministrative, ma con medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici e personale amministrativo. Se ci sono problemi organizzativi vanno corretti, ma fermare o rallentare il reclutamento mentre si chiede alle aziende di dimostrare la coerenza delle assunzioni rischia di produrre l’effetto opposto a quello dichiarato”.
Secondo gli esponenti del Partito Democratico, la nota contiene inoltre una visione sbagliata del rafforzamento territoriale. “Tra le indicazioni rivolte alle aziende si legge che occorre porre ‘particolare attenzione alla razionalizzazione dei micro-punti di erogazione, privilegiando la concentrazione funzionale e organizzativa all’interno delle Case della Comunità’. È una scelta che ci preoccupa.”
“Le case di comunità avrebbero dovuto potenziare i servizi territoriali, non solo riorganizzarli. Il territorio non si rafforza concentrando i servizi e riducendo i punti di accesso. Si rafforza aumentando l’offerta di sanità pubblica vicina alle persone così da ridurre il bisogno di ospedalizzazione, a partire dall’accesso al Pronto Soccorso. Per non parlare del fatto che nelle aree montane, nelle vallate, nei territori periferici e nei comuni più piccoli, i cosiddetti micro-punti di erogazione rappresentano spesso l’unico presidio realmente accessibile ai cittadini” sottolineano i consiglieri Dem.
“La domanda politica è molto semplice: perché questa lettera arriva soltanto adesso? La Regione chiede alle aziende di fare il censimento delle assunzioni effettuate nel 2025 e nel 2026, delle procedure in corso, delle procedure programmate, delle cessazioni, degli straordinari e perfino di predisporre un piano di ridistribuzione interna del personale. Tutte attività che dovrebbero essere oggetto di monitoraggio costante da parte della governance regionale, non di una verifica straordinaria a metà anno” incalzano i rappresentanti del PD.
“Se davvero esistono problemi di sostenibilità della spesa o di allocazione delle risorse, la Giunta avrebbe dovuto affrontarli prima con un sistema di pianificazione e di controllo di gestione articolato. Quando si interviene a giugno chiedendo controlli straordinari, sospensioni delle nuove procedure di reclutamento e piani di riorganizzazione, si certifica che il problema non è nato oggi e che i buoi sono già scappati dalla stalla” dichiarano.
“Con questa nota Riboldi ammette che la sanità piemontese viaggia a fari spenti nella notte e che rincorre i problemi anziché governarli. Il Piemonte ha bisogno di una sanità che assuma riduca concretamente le liste d’attesa e rafforzi la presenza dei servizi sul territorio. Non di una presa d’atto tardiva che rischia di tradursi in meno personale e meno prossimità per i cittadini. Siamo vicini alle lavoratrici e ai lavoratori che pagano, insieme ai cittadini, le scelte sbagliate di Cirio e Riboldi sulla sanità. Chiederemo una discussione in consiglio sull’esito di questo intervento” concludono i Dem.





