Ha chiuso il suo ventennio di presidenza coronando il desiderio di inaugurare una piazzola notturna per l’elisoccorso. Il 15 giugno Mauro Bessone ha annunciato che avrebbe lasciato la guida della Croce Verde di Cavour e il giorno dopo le elezioni hanno sancito il passaggio del timone a Guido Turaglio.
“Sono stato per 37 anni nella Croce Verde di Cavour, sono entrato pochi mesi dopo la sua fondazione nel 1988, e per 20 anni ne sono stato presidente. Resto comunque ancora nel direttivo, ma lascio perché sono voglio dedicarmi un po’ a me, visto che per tanto tempo ho sempre messo al primo posto la Croce Verde. È giusto anche dare spazio ad altri”, sottolinea Bessone.
La formazione di 40 anni fa era piuttosto diversa da quella odierna, così come le attrezzature e le procedure. “Per entrare, una volta, venivano dei medici e spiegavano i passi essenziali per tenere in vita una persona. Non c’erano veri e propri corsi di formazione e al tempo non avevamo neanche l’attrezzatura adeguata per fare tutto ciò che facciamo adesso. Sono cambiate le procedure e le manovre: una volta si arrivava e si portava via, mentre ora si fanno altre valutazioni per dare il miglior supporto possibile alla persona che ne ha bisogno” racconta. L’associazione, per tenersi al passo con i tempi, ha anche sempre investito in tecnologia: “Ci siamo tenuti aggiornati. Abbiamo due barelle elettriche, che si sollevano, la prima comprata 10 anni fa, l’ultima, identica, di recente”.
Ci sono stati anche dei momenti e dei cambiamenti a cui non è stato facile abituarsi: “È cresciuta in modo esponenziale la burocrazia, probabilmente perché chi la aggiunge non ha mai fatto volontariato e non ha idea di come funzioni. Il nostro compito primario è ‘trasporto e soccorso sanitario’, non siamo burocrati. Siamo lì per portare aiuti alla gente che c’è fuori, non per stare dietro una scrivania a compilare fogli”.
La Croce Verde di Cavour è attiva 24 ore su 24 ed è un’associazione di puro volontariato, non c’è nessun dipendente. Servono però sempre molti volontari. “Purtroppo negli ultimi anni c’è stata una diminuzione nei numeri, soprattutto dopo il Covid. Al momento gli iscritti sono più 100, ma quelli che ci sono sempre, operativi, molti meno”, racconta con rammarico Bessone.
Il servizio per la popolazione però ha continuato e continua imperterrito, raggiungendo obiettivi importanti: “Nel 2025 abbiamo fatto 350 servizi fuori dal nostro territorio, nella provincia di Cuneo, e abbiamo completato nel complesso 14.56 servizi di 118. Tra gli ultimi traguardi raggiunti c’è l’aver ottenuto una pista per l’elicottero a Cavour a giugno. Questo è stato il mio ultimo desiderio per la nostra associazione”.
Gli anni che Bessone ha messo totalmente al servizio della Croce Verde di Cavour gli hanno regalato molto: “Ogni momento in cui ho dato una mano è stato un momento di soddisfazione, indipendentemente dagli sviluppi successivi. Se una persona non riusciva a dire grazie in quel momento, in qualche modo me lo diceva con gli occhi. Per qualunque situazione alla fine noi siamo formati per agire professionalmente, pur non essendo medici o infermieri. Bisogna mettere in pratica quello che ci viene insegnato, ma non solo ‘seguendo il manuale’: tante volte è più importante usare la testa e adattarsi alle situazioni”.





