Una nuova infrastruttura destinata a rafforzare la ricerca pediatrica e a rendere sempre più mirate le cure per i piccoli pazienti. È stata inaugurata oggi, all'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, la nuova Biobanca Pediatrica per la Ricerca, una struttura che raccoglierà, conserverà e metterà a disposizione della comunità scientifica campioni biologici provenienti da pazienti e donatori pediatrici.
La Biobanca nasce dalla collaborazione tra l'Azienda Ospedaliera OIRM Sant'Anna, l'Università degli Studi di Torino e numerose realtà del territorio, con l'obiettivo di sostenere la ricerca scientifica, la diagnosi avanzata e la medicina di precisione dedicata ai bambini.
Un investimento da 300mila euro nato dal territorio
L'investimento complessivo è stato di circa 300mila euro. Una prima fase ha riguardato la ristrutturazione e l'adeguamento dei locali, resa possibile grazie al contributo dei club del Lions International - Distretto 108 IA1 e al finanziamento ottenuto attraverso il bando competitivo 2023 della Banca d'Italia, su un progetto presentato dal Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell'Università di Torino. Successivamente la struttura è stata completata con nuove strumentazioni acquistate grazie al sostegno dei Rotary Club coinvolti e di altre associazioni.
Campioni biologici per accelerare diagnosi e terapie
Nei nuovi spazi saranno custoditi campioni di sangue, tessuti, saliva e altri liquidi biologici provenienti da bambini affetti da patologie rare e complesse, oltre che da donatori pediatrici. Il materiale riguarderà in particolare malattie oncoematologiche, metaboliche, neurologiche e cardiache.
L'obiettivo è mettere a disposizione dei ricercatori campioni biologici associati a dati clinici accurati, gestiti secondo rigorosi criteri di sicurezza, tracciabilità ed etica. Un patrimonio che consentirà di sviluppare studi clinici e preclinici, approfondire i meccanismi delle malattie dell'età evolutiva e favorire terapie sempre più personalizzate, efficaci e meno invasive.
Collegata alle principali reti scientifiche italiane ed europee
La nuova Biobanca entrerà inoltre a far parte di una rete scientifica già consolidata. Opererà infatti in sinergia con AIEOP, con il Laboratorio Centro Trapianti Cellule Staminali e Terapia Cellulare del Regina Margherita, coinvolto anche negli studi genetici sui sarcomi pediatrici del progetto Genom-Act, con le reti europee dedicate alle malattie rare e sarà collegata a BBMRI.it, nodo italiano dell'infrastruttura europea BBMRI-ERIC. Una connessione che permetterà di lavorare secondo standard condivisi di qualità, sicurezza e gestione dei dati, favorendo collaborazioni multicentriche sia in Italia sia nel resto d'Europa.
Riboldi: "La ricerca entra nella cura del paziente"
"La sanità deve lavorare per spendere le risorse nel modo migliore possibile, quindi vincere questo bando ha un duplice valore: dotare la struttura e non utilizzare nostri fondi che potranno essere investiti in altro – ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi –. Questo è un progetto concreto, porterà la ricerca nella cura del paziente facendo in modo che le cure possano avere il massimo dell'efficacia".
Fagioli: "Un tassello importante verso l'IRCCS"
Per il direttore del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, Franca Fagioli, la nuova struttura rappresenta anche un tassello importante nel percorso di trasformazione dell'ospedale in IRCCS: "La Biobanca sarà motore di innovazione e qualità nella ricerca clinica, contribuirà alla missione scientifica dell'IRCCS e valorizzerà il patrimonio di competenze dell'ospedale nel campo delle malattie rare, oncologiche e croniche dell'età evolutiva".
Leli: "Si rafforza il ruolo del Regina Margherita"
Sulla stessa linea anche il direttore generale dell'AO OIRM Sant'Anna, Adriano Leli, secondo cui la nuova infrastruttura rafforza ulteriormente il ruolo del Regina Margherita come centro di riferimento per la ricerca e la cura pediatrica, favorendo una sempre maggiore integrazione tra assistenza, ricerca e innovazione.
Bert: "Uno strumento per trasformare la ricerca in cure"
Il direttore del Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche dell'Università di Torino, Fabrizio Bert, ha invece sottolineato come la Biobanca rappresenti "uno strumento fondamentale per trasformare la ricerca di laboratorio in nuove conoscenze, diagnosi più precise e terapie innovative per le patologie dell'età evolutiva".
La raccolta fondi che ha coinvolto 1.300 persone
Infine, tra i protagonisti del progetto anche il Lions International - Distretto 108 IA1. "Questo è il risultato di tante iniziative che hanno portato alla raccolta fondi di circa 43mila euro coinvolgendo circa 1.300 persone" ha ricordato Dina Di Rosa, referente del distretto.
















