Un lavoro mastodontico, che impegnerà gli uffici comunali anche ad agosto, per dividere le scelte dai fatti. "Dei fatti prendiamo atto, le scelte le difendiamo”. Così l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni riassume il metodo di lavoro sulle osservazioni al nuovo Piano Regolatore, il più importante atto di questa legislatura che intende restituire un documento rinnovato (dopo 30 anni) e snellito (da 260 a 80 pagine).
Quello delle osservazioni è uno dei momenti chiave e più delicati nell’iter di attuazione del PRG, perché raccoglie le istanze che arrivano al di fuori dei tavoli istituzionali. Dal cittadino singolo alle associazioni, passando per imprese, rappresentanti di categoria e professionisti: nessuno è escluso.
Un malloppo di 875 osservazioni
Un malloppo di 875 considerazioni arrivate in 60 giorni. Ciascuna va vagliata, fascicolata, analizzata, categorizzata e assegnata a uno dei 15 gruppi di lavoro, ciascuno guidato da un dirigente e individuato tra i vari uffici comunali. Non solo urbanistica, ma anche edilizia, infrastrutture e ambiente. Ciascuno per quello che è di sua competenza. Ad aiutarli, per la prima volta nella storia della redazione di un piano regolatore, ci sarà l’intelligenza artificiale. Un aspetto criticato nei mesi scorsi, ma che oggi l’assessore ridimensiona.
L’uso dell'AI
Lo strumento Claude di Anthropic aiuta il flusso istruttorio: legge le osservazioni, valuta materiali mancanti, applica un'etichetta per targettizzare l’argomento e verifica se ci sono state altre osservazioni sugli stessi temi. In pratica aiuta ad orientarsi nel mare magnum della documentazione.
“Non lo fa né meglio né peggio di un umano, ma lo fa in un tempo molto inferiore”, sostiene Mazzoleni, precisando che spetta comunque alla parte umana l’analisi di merito. A ogni osservazione si deve infatti dare una risposta formale: una controdeduzione, per dirla tecnicamente.
Oltre 3mila pagine di risposta
Alcune richieste di modifica sono puntuali e riguardano un solo aspetto, altre sono più complesse e articolate e all'interno di un'unica osservazione possono nascondere più punti. In totale si parla di circa 1.500 quesiti specifici e si stima che le pagine di controdeduzioni arriveranno a 3.500. Se non si fa quest’operazione in modo rigoroso, anche per le richieste più semplici o fuori luogo, si rischia il ricorso al TAR.
Al momento, pur essendo ancora in fasi molto preliminari di analisi, le stime parlano di un 50% di osservazioni respinte, un 30% accolte e un 20% parzialmente accolte.
Come Genova, meglio di Bologna
Degli 875 fascicoli (la gran parte arrivata negli ultimi tre giorni utili), la quasi totalità è pervenuta attraverso la piattaforma digitale MOOn sviluppata dal CSI Piemonte, mentre pochissime altre sono giunte via PEC. Sotto il profilo dei contenuti, il 91,5% riguarda temi strettamente urbanistici, mentre l’8,5% investe la sfera ambientale (VAS).
Sulla quantità di partecipazione Torino è in linea con quanto fatto in passato in altre città: Genova presenta un volume del tutto sovrapponibile, mentre Milano (con il PGT 2019) ne aveva registrate circa 1.600. Bologna si attesta invece su livelli nettamente inferiori per una ragione strutturale: il suo PUG, per legge regionale, non "conforma i suoli", riducendo alla radice le eventuali rimostranze dei privati.
Quasi metà richieste da singoli cittadini
La platea di chi ha scritto al Comune è molto varia: quasi un'osservazione su due proviene da singoli cittadini (44,5%), seguono le imprese e gli operatori economici (32,7%), le associazioni, comitati e corpi intermedi (18,5%) e infine enti pubblici e gestori di servizi (3,2%).
Il tema più frequente riguarda le aree per servizi e standard (23%), concentrato perlopiù su richieste di stralcio o modifica di destinazioni a servizi su aree private. Seguono le richieste su destinazioni d'uso (22%), comprese le norme sul cosiddetto “salva negozi” che non sembrano piacere a tutti. Non mancano poi gli aspetti legati ad ambiente, mobilità e regole per verande e soppalchi. Ma è il tema della perequazione — la vera scelta politica di questo PRG — a polarizzare il dibattito, con visioni opposte tra chi teme rigidità e costi e chi teme il cementificio.
Dai Murazzi all’altezza dei palazzi
Nelle osservazioni è finito davvero di tutto. Si va dall’amarcord per i Murazzi di un tempo alla proposta di una Casa di Comunità a Borgo Vittoria (agganciata alle stazioni Rebaudengo-Fossata e Grosseto), fino ai quesiti tecnici sul calcolo delle altezze degli edifici proposti dalle associazioni di categoria o alla vicenda della rotatoria di piazza Coriolano, prevista nel PRG del 1995 e mai realizzata.
I prossimi passi
Ora la palla passa agli uffici della Giunta per aggiornare la prima bozza integrando l'esito delle osservazioni. A quel punto il documento verrà inviato a Regione, Città Metropolitana e Soprintendenza per le verifiche d'impatto e i pareri ambientali, un passaggio istituzionale che si chiuderà nel giro di pochi mesi.
Una volta messi a punto gli ultimi dettagli, il testo finale sbarcherà in Consiglio Comunale per il voto definitivo. La strada è avviata, ma il traguardo finale in Sala Rossa richiede ancora diverse tappe.





