Economia e lavoro - 23 luglio 2026, 09:58

Da India, Polonia e USA: oltre 762 candidati da 39 Paesi per vivere e lavorare in Valle Soana

Sono tantissimi coloro che hanno risposto alla call di VIHTA, con l'obiettivo di attrarre un pubblico ampio nel territorio

Da India, Polonia e USA: oltre 762 candidati da 39 Paesi per vivere e lavorare in Valle Soana

762 persone da 39 Paesi e 4 continenti hanno risposto alla call di VIHTA, il progetto che invita lavoratori e famiglie a sperimentare la vita e il lavoro in Valle Soana. Un risultato che supera ogni aspettativa e conferma l'interesse crescente verso nuovi modelli per abitare le aree interne e la montagna. I dati registrati al termine delle iscrizioni confermano una risposta globale straordinaria: sono 762 le persone complessivamente candidate (di cui 418 singoli, 150 componenti di nuclei familiari e 194 in gruppo), provenienti da 360 città uniche, 39 Paesi e 4 continenti. Il 43,3% delle domande arriva dall’estero – con una forte rappresentanza da Polonia, USA, Regno Unito, Germania e India – affiancato da un importante flusso dall'Italia, guidato da metropoli come Torino, Roma e Milano.

Un segnale chiaro di attrazione per un territorio da riscoprire: il 61,0% dei candidati non aveva mai visitato la Valle Soana e un ulteriore 29,4% ne aveva solo sentito parlare, dimostrando la capacità di VIHTA di portare la valle all'attenzione di un pubblico ampio e in gran parte mai entrato in contatto diretto con il territorio.

L’identikit tracciato dalla call parla di una comunità giovane e qualificata: l’età media è di 40 anni (con il 64,2% compreso tra i 25 e i 44 anni), costituita principalmente da dipendenti in smart working e freelance o liberi professionisti, affiancati da studenti, ricercatori e famiglie.

«Eravamo certi del valore e del potenziale del progetto APICE e del primo esperimento di “residenza temporanea”, ma vedere una risposta così ampia e internazionale da parte di centinaia di persone e famiglie è la dimostrazione concreta che la nostra visione per l’abitabilità della Valle può realmente essere perseguita», dichiarano le amministrazioni comunali di Ronco Canavese, Valprato Soana e Ingria. «VIHTA nasce proprio per raccontare al mondo che la Valle Soana è un luogo vivo, pronto ad accogliere nuove energie e modi di abitare la montagna. Questo risultato ci dà una grandissima spinta a proseguire lungo questa strada, rafforzando la comunità e aprendo il nostro territorio a nuove opportunità di futuro. Un grande “grazie” lo vogliamo innanzitutto dire alle diverse realtà che stanno attuando il progetto».

Inserito nel più ampio Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana e sostenuto dalla misura APICE con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, VIHTA concepisce la residenza temporanea non come una semplice vetrina, ma come una vera e propria porta d'ingresso verso un possibile neo-popolamento della valle. Permettere a lavoratori e famiglie di vivere i borghi in autunno significa offrire un concreto "test di realtà": sperimentare i servizi essenziali, le distanze e i ritmi quotidiani per capire se la dimensione montana e di paese possa diventare, anche per loro, una scelta di vita stabile e strutturata.

Le ricadute di questo interesse sul territorio sono concrete e multilivello. Da un lato, la straordinaria risposta della call rappresenta una spinta per orientare la futura strutturazione degli attuali spazi di co-working nei tre Comuni coinvolti, ponendo le basi per servizi digitali e infrastrutturali permanenti a beneficio degli abitanti, anche temporanei. Dall’altro, durante le quattro settimane di residenza autunnale, la presenza dei candidati selezionati contribuirà ad attivare ricadute economiche sul tessuto locale: dalla spesa quotidiana nelle botteghe alimentari di paese alla ristorazione, fino alla fruizione dei servizi per le attività all'aperto e la scoperta della valle. Senza contare il valore immateriale portatore di competenze, relazioni e idee che questo scambio professionale innescherà con la comunità locale e nel tessuto sociale ed economico che sta guidando la rigenerazione della Valle.

«La grande risposta che abbiamo avuto a VIHTA è il segnale che incentivare la restanza e l’abitabilità delle montagne non è un obiettivo futuro: è una risposta a un bisogno forte che già esiste», dichiara Maria Burro, Project Manager di VIHTA per Comunità Sassifraga. «Siamo convinti che le ricadute sulle Valle saranno concrete e utili, in primis, per chi già la abita e ha già scelto di restare».

La portata di questo successo emerge con forza se confrontata con i numeri del territorio. Con poco più di 400 residenti complessivi tra i tre Comuni della Valle, il numero di persone che hanno espresso il desiderio di vivere e lavorare in Valle Soana sfiora il doppio dell'intera popolazione locale. Un interesse che, se rapportato ai flussi turistici annuali (oltre 5.000 presenze registrate nel 2025), evidenzia la capacità del progetto di intercettare un pubblico nuovo: persone non semplicemente interessate a visitare la valle, ma desiderose di sperimentarne la quotidianità.

Tuttavia, la risposta della Valle Soana punta fermamente sulla sostenibilità: i partecipanti selezionati saranno un numero volutamente ridotto e calibrato, proprio per evitare impatti negativi e garantire un'integrazione armonica con la comunità locale. L'obiettivo non è generare un'invasione o un turismo d'impatto, ma creare le condizioni pratiche affinché le persone possano immergersi nei ritmi autentici della valle, fruire dei servizi senza saturarli e generare uno scambio reciproco di valore. Nei prossimi giorni si avvierà la selezione dei partecipanti che, tra fine settembre e ottobre, abiteranno e lavoreranno in Valle Soana, muovendo il primo passo di un percorso di rigenerazione territoriale a lungo termine.

comunicato stampa

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