Politica - 24 luglio 2026, 09:21

Centro per l'impiego di Torino Nord, Canalis (Pd): "Strategico per innovare le politiche del lavoro"

Nel solo primo trimestre 2026, sono state prese in carico 7.191 persone, a conferma del trend in crescita

La visita effettuata dalla consigliera regionale Monica Canalis

La visita effettuata dalla consigliera regionale Monica Canalis

La consigliera regionale Monica Canalis (Pd) ieri ha effettuato un sopralluogo presso il Centro Per l’Impiego (CPI) di Torino nord, in Via Bologna. Si tratta del più grande CPI della Regione. I CPI da qualche anno non dipendono più dalle Province, ma dalla Regione.

«Accompagnata da Erminia Garofalo, direttrice di Agenzia Piemonte Lavoro (APL), da Elena Re di APL e da Claudio Onorato, responsabile del CPI di Torino nord, ho visitato gli uffici del Centro Per l’Impiego, constatando la grande capacità organizzativa sviluppata in questi anni dai 94 operatori, che ha consentito nel 2025 di prendere in carico 24.318 persone disoccupate con il programma del PNRR GOL - Garanzia Occupabilità Lavoratori (nel 2024 le prese in carico erano nettamente inferiori: 16.642). Nel solo primo trimestre 2026, sono state prese in carico 7.191 persone, a conferma del trend in ulteriore crescita. Questi numeri non testimoniano tanto un’impennata della disoccupazione, quanto un aumento della presa in carico da parte del CPI.  Al 31 marzo 2026 gli individui occupati, sul totale (297.016) di quelli presi in carico in Piemonte con il programma GOL, erano il 42,3 %. Da quando è partito questo programma del PNRR, quindi, quasi la metà delle prese in carico si è trasformata in un inserimento lavorativo, e il CPI di Torino nord non si discosta da questa media regionale. GOL ha anche permesso di svolgere molte prese in carico in remoto per via digitale, velocizzando i processi, di aumentare l’utenza giovanile dei CPI e di uniformare la profilazione, oltre a migliorare l’osmosi e l’interoperabilità tra i CPI. Un altro riverbero positivo del PNRR è di carattere infrastrutturale: con questi fondi europei sono state potenziate le dotazioni informatiche del CPI di Torino nord, sono stati aggiornati il cablaggio e gli apparati dell’ente, è stata fatta la manutenzione sugli impianti elettrici, di climatizzazione, antifurto e antincendio, è stato realizzato l’efficientamento energetico dell’edificio e si è proceduto all’acquisto di arredi e rastrelliere per biciclette (il CPI è ospitato in locali di proprietà del comune di Torino). Per quanto riguarda i servizi alle imprese, nel corso del 2025, il CPI di Torino nord ha erogato 10.631 servizi alle imprese per un totale di 3.746 imprese trattate, con un rilevante numero di visite nelle sedi aziendali”, ha dichiarato Canalis.

Prosegue la consigliera Monica Canalis: «Il CPI di Torino nord è sicuramente la realtà più articolata della rete dei 30 CPI piemontesi, sia per la sua dimensione sia per la collocazione territoriale in un contesto fortemente multiculturale. In questi anni questo centro ha sviluppato in modo specialistico alcune buone pratiche, nell’ambito del collocamento mirato per le persone con disabilità e dell’inserimento delle persone con background migratorio. Anche per questo CPI, la rete con gli altri soggetti territoriali è determinante per individuare opportunità e possibili sinergie, soprattutto per gli utenti più fragili. Il comune di Torino, l’Asl, il CPIA per l’istruzione degli adulti, le Agenzie di formazione professionale, gli Enti del Terzo Settore (cooperative, associazioni, ecc.), i SAL - Servizi Al Lavoro, le imprese, sono interlocutori quotidiani del CPI e da questa collaborazione scaturiscono progettualità e sperimentazioni. In particolare, la riunione mensile del Comitato tecnico con i servizi sociali del Comune, con l’INPS e l’ASL è fondamentale per gestire i casi specifici meno standardizzabili e per accompagnare i giovani con un disagio mentale non certificati. Nel mio sopralluogo è emersa l’impasse del collocamento mirato nell’Asl città di Torino, che attualmente non sta assolvendo all’obbligo di legge relativo alle assunzioni di persone con disabilità, a differenza dell’Asl Città della Salute e del Comune di Torino che sono ottemperanti. Occorrerebbe consentire l’assolvimento dell’obbligo tramite i servizi delle cooperative di tipo B e non necessariamente con assunzioni dirette (rese difficili da alcuni vincoli sui titoli di studio), come sta facendo il Veneto.

Due filoni da potenziare sono inoltre:

-   Lo sviluppo e valorizzazione delle competenze più richieste in questo momento dal mercato del lavoro (IT, AI, operai e artigiani specializzati, professioni di cura…), per ridurre il grave problema del mismatch;

-   Il potenziamento degli strumenti di conciliazione, la cui assenza costringe molti utenti a lasciare il lavoro.

"Il CPI di Torino nord può davvero essere un punto strategico per innovare le politiche del lavoro, un polo di sperimentazione di nuovi modelli, da estendere successivamente al resto della rete regionale dei Centri Per l’Impiego", ha concluso la consigliera regionale dem.

comunicato stampa

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