Seduta sospesa e centrodestra che compatto urla “Vergogna, vergogna” all’indirizzo della maggioranza Lo Russo, brandendo i cartelli: “Sì Tav, no violenza”. Dopo gli scontri del weekend in Valsusa a margine del festival Alta Felicità, degli assalti al cantiere ed il ferimento dei poliziotti, dopo il sopralluogo questa mattina del Premier Giorgia Meloni al cantiere della Torino-Lione insieme al ministro Matteo Piantedosi, è scontro tra le forze della Sala Rossa.
Centrodestra sulle barricate
Tanto da dover sospendere il Consiglio Comunale per più di un'ora. A scaldare Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Torino Bellissima è la richiesta di comunicazioni al sindaco Lo Russo sulle violenze fatte sabato dei No Tav, che è stata respinta. A prendere per prima la parola la consigliera della Lega Elena Maccanti, che ha detto: “Non è possibile che oggi quest’aula non si esprima, è inaccettabile. Oggi è il tempo della condanna senza se e ma”.

“La regia delle violenze di sabato – ha detto il consigliere di Fratelli d’Italia Ferrante De Benedictis – si trova a Torino e si chiama Askatasuna: è una situazione di imbarazzo che riguarda tutta la maggioranza, ma anche il sindaco Lo Russo”.
La risposta del centrosinistra
Il centrodestra compatto ha allora iniziato a brandire dei cartelli arancioni con su scritto “Sì Tav, no violenza”. In risposta il centrosinistra quasi compatto (PD, Torino Domani, Moderati, DemoS) si è alzato in piedi, esponendo i fogli con le parole: “No alla violenza e alle strumentalizzazioni. Solidarietà ai feriti”. I consiglieri di AVS Sara Diena ed Emanuele Busconi, pur rimanendo in aula, non hanno esposto i cartelli.
AVS nel mirino
Critico verso la sua stessa maggioranza il capogruppo dei Radicali Silvio Viale. “C’è chi ha criticato – riferendosi agli esponenti di Alleanza Verdi Sinistra Alice Ravinale e Marco Grimaldi – il fatto che poliziotti fermassero le persone nei giorni precedenti, mentre poi sono stati zitti il giorno dopo (gli scontri ndr)”. “Il sindaco Lo Russo ed il governatore Cirio dovrebbero indire una manifestazione Sì Tav a Torino per sbloccare questa deriva antidemocratica” ha concluso.

Sulla stessa linea il gruppo di Torino Bellissima, che attacca AVS e dice: "Di fronte alla violenza contro le forze dell'ordine, il silenzio è una scelta politica".
Replica di Alleanza Verdi Sinistra
A replicare Busconi e Diena, che spiegano: "Oggi in conferenza dei capigruppo si era deciso per una dichiarazione unanime della Presidente Grippo per condannare le violenze a nome di tutto il consiglio comunale, su cui poi i consiglieri Iannò e Viale si sono opposti. Abbiamo sempre condannato le violenze e lo facciamo anche questa volta, tutto il resto è propaganda e l’ennesima strumentalizzazione della destra".
A chiarire la sua posizione anche il Pd, per voce del capogruppo Claudio Cerrato: "Grave la strumentalizzazione operata dal centrodestra, che ha scelto di bloccare i lavori del Consiglio comunale invece di consentire un passaggio condiviso e rapido su un tema che avrebbe dovuto unire l'intera Assemblea". "Trasformare - aggiunge l'esponente dem - una vicenda che richiede compattezza istituzionale nell'ennesimo terreno di scontro politico è un errore che non rende un buon servizio né alla città né agli stessi operatori delle Forze dell'Ordine ai quali si dichiara di voler esprimere solidarietà".
Il M5S ha scelto invece di astenersi da entrambe le proteste, esponendo poi la tradizionale bandiera "No Tav". Una scelta che Andrea Russi e Tea Castiglione motivano così: "La nostra posizione sulla Torino-Lione resta ferma. Rivendichiamo una battaglia politica e popolare che da decenni coinvolge la Valle di Susa e contesta un’opera dai costi enormi, mentre al territorio servono investimenti nel trasporto pubblico e nelle infrastrutture davvero utili". "Ridurre l’intera lotta No Tav agli scontri di una giornata significa strumentalizzare quanto accaduto e danneggiare le ragioni di un movimento molto più ampio, democratico e radicato" chiosano i pentastellati.










