Economia e lavoro - 29 luglio 2026, 09:38

Imprese: primo semestre con segnali di recupero, secondo con maggiori incertezze

Cellino: “Servono politiche economiche espansive semplici e concrete”

Imprese: primo semestre con segnali di recupero, secondo con maggiori incertezze

Le imprese torinesi sono sempre di più sull’ottovolante, tra aumenti e diminuzioni degli indici e alle prese con un’incertezza elevata e previsioni al ribasso. Lo dice la consueta indagine congiunturale condotta dall’Ufficio studi di API Torino che delinea un primo semestre “in recupero” e un secondo semestre “in flessione”.

 

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE CELLINO

“E’ evidente che siamo nel pieno di un periodo non solo confuso economicamente ma incerto dal punto di vista delle relazioni internazionali, una condizione che si riflette anche sui mercati interni e sulle prospettive di consumo e quindi di investimento. Tutto questo si ripercuote sul grado di fiducia che diminuisce nuovamente”, commenta Fabrizio Cellino, Presidente di API Torino, che aggiunge: “L’industria, manifatturiera in particolare, deve essere sostenuta da politiche economiche espansive: non è possibile pensare ad un inasprimento del costo del denaro, così come a strette sul credito oppure a ulteriori misure restrittive del commercio. Abbiamo un intero ecosistema d’innovazione concentrato sul nostro territorio e importanti luoghi di ricerca e trasferimento tecnologico. Eppure manca un impatto diffuso sul tessuto industriale. In questa fase, invece, il nostro territorio ha estremamente bisogno di soluzioni che siano efficaci per una vasta platea d’imprese, molte delle quali non riescono a stare al passo con il cambiamento e a far fronte alle difficoltà ma non possiamo certo permetterci che chiudano ”.

 

IL PRIMO SEMESTRE 2026

Fabio Schena, Responsabile dell’Ufficio che ha condotto l’indagine, spiega: “Il primo semestre del 2026 ha visto i principali indicatori congiunturali in recupero rispetto a quanto osservato nei mesi precedenti. In particolare, migliora la produzione tanto da riportare il saldo su livelli positivi (+10,6%), con effetti che parzialmente si riflettono sui livelli di fatturato (+2,3%). La raccolta degli ordini, di contro, resta debole e rappresenta il segnale più evidente e immediato che restituisce l’incertezza dei mercati. I saldi relativi alla produzione, agli ordini e al fatturato hanno, dunque, continuato anche nel primo semestre 2026 a segnare un recupero, seppure non omogeneo. Significativo è il contributo da parte del settore manifatturiero, in particolare del comparto «Impianti e attrezzature» i cui livelli degli Ordini segnano nel primo semestre 2026 +17,9%.

Ecco i numeri più importanti.

Produzione, ordini e fatturato

  • saldo Produzione: +10,6% (contro il precedente -6,8%);
  • saldo Fatturato: +2,3% (contro il precedente saldo nullo);
  • saldo Ordini: -1,6% (contro il precedente -2,4%)

 Investimenti

Il livello complessivo degli investimenti realizzati è in flessione, passando dal 51,5% di fine 2025 all’attuale 39%. Alla base della diminuzione sono le persistenti tensioni geo-politiche, l’incertezza del mercato dell’auto e, non ultima, la scarsa affidabilità del quadro regolatorio degli incentivi nazionali (Transizione 5.0), che hanno portato le imprese a rivedere i propri piani d’investimento.

Lavoro

In lento, ma progressivo, miglioramento i dati sul mercato del lavoro: il saldo occupazionale passa dal precedente -6,5% all’attuale -4,7% con la previsione per i prossimi mesi di giungere a -1,6%, recuperando così ulteriori 3 punti percentuali. Il ricorso agli ammortizzatori sociali coinvolge ancora il 18% delle imprese, in calo rispetto al dato osservato a fine 2025 (20,9%). Stesso trend è registrato dai dati dell’INPS

 

IL SECONDO SEMESTRE 2026

“Per il secondo semestre – spiega Schena -  è attesa una nuova flessione degli ordini e dei livelli di produzione, mentre fatturato e occupazione sono previsti stabili. In particolare, si osserva un diffuso aumento dell’incertezza che, indubbiamente, risiede nelle preoccupazioni di ulteriori rincari dei costi dell’energia e di nuove strette creditizie attese in ragione dell’aumento dei tassi di interesse da parte della BCE”. Le previsioni sugli ordini passano al -7,0%; quelle sulla produzione segnano -2,2%; mentre i livelli di fatturato e occupazione segnano saldi previsionali in continuità con il promo semestre 2026: rispettivamente pari a +2,3% (fatturato) e 1,6% (occupazione).

 Grado di fiducia

Il grado di fiducia rimane ancora condizionato da un cauto, ma diffuso, pessimismo; il saldo «ottimisti-pessimisti» scende al -13,1%, si distinguono il comparto delle Costruzioni (saldo: +5,3%), quello degli Impianti e Attrezzature (+2,4%) e la Mobilità diversa dall’Automotive (Aerospazio e Ferroviario)

Investimenti 

Appena il 25,6% delle imprese ha in programma nuovi investimenti per il secondo semestre del 2026. Il dato mostra un netto contrasto tra le aziende di micro e piccole dimensioni (89,5% del campione) poiché solo nel 22% dei casi hanno pianificato nuovi investimenti, e le imprese con almeno 50 dipendenti: il 50% di queste ha programmato nuovi investimenti entro la fine dell’anno.3

comunicato stampa

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