La stessa stanza, nell’arco di dodici ore, diventa ufficio, sala da pranzo improvvisata, spazio di gioco, luogo di riposo. Nelle case contemporanee il soggiorno ha smesso di avere una funzione sola, e questo cambia radicalmente il modo in cui va progettato. LAGO, realtà italiana del design d’arredo con oltre 200 collaboratori e una presenza in più di 20 Paesi, affronta il tema con un principio di fondo: gli arredi devono poter essere ricomposti, perché le esigenze di chi li usa cambiano prima di loro.
Un metodo costruito nel tempo Attiva dal 1976 per iniziativa di Giuseppe Lago, l’azienda porta con sé competenze manifatturiere che risalgono alla fine del XIX secolo. Dal 2006, sotto la guida di Daniele Lago, ha affiancato alla produzione una strategia internazionale e un forte investimento in strumenti digitali, senza modificare l’impostazione che la contraddistingue: pensare per sistemi anziché per singoli prodotti.
Zone senza pareti: come organizzare un living aperto
La scelta dei mobili soggiorno non è in realtà la prima decisione da prendere: prima vengono le funzioni, quante ne deve ospitare la stanza e come vanno distinte. Negli open space la risposta raramente è una parete. Le librerie selfstanding, progettate per essere viste da entrambi i lati, separano la zona conversazione da quella dedicata al lavoro o al pranzo mantenendo continuità visiva e passaggio di luce.
Un secondo strumento è la differenza di quota. Alternare elementi sospesi ed elementi a terra costruisce una gerarchia visiva che segnala il cambio di funzione senza interrompere l’ambiente: la parete attrezzata definisce il fronte principale, mentre mensole in vetro extrachiaro o fumé — quasi impercettibili — accompagnano le zone secondarie integrandosi a boiserie in vetro colorato o XGlass.
Il peso visivo conta quanto l’ingombro reale
Nelle metrature medie delle case italiane, la percezione dello spazio dipende meno dai centimetri occupati e più da come quei centimetri si presentano. È il motivo per cui LAGO lavora molto sulla sospensione a parete: liberare il pavimento allunga la prospettiva, semplifica la pulizia e rende la stanza più leggibile.
Sul fronte opposto, chi ha bisogno di capienza può contare su composizioni a terra dalla presenza più scenica. La scelta non è stilistica ma funzionale, e in molti progetti la soluzione più efficace nasce dall’alternanza delle due: volumi chiusi dove serve contenere, vani a giorno dove serve alleggerire.
Sedute e complementi: dove si decide il comfort
Un living flessibile richiede sedute che non impongano una sola configurazione. I divani componibili LAGO si adattano alle proporzioni reali della stanza, mentre alcune poltrone si trasformano all’occorrenza in letti singoli o matrimoniali: una soluzione concreta per chi ospita senza disporre di una camera aggiuntiva.
I tavolini, disponibili in forme rotonde, rettangolari o quadrate, seguono la stessa logica di adattamento, mentre tappeti e specchi lavorano su texture, luce e riflessi. Sono i complementi a definire l’atmosfera finale, spesso più degli elementi principali.
Materiali pensati per reggere l’uso quotidiano
Uno spazio che cambia funzione più volte al giorno è anche uno spazio sollecitato. Per questo la selezione dei materiali — vetro temperato extrachiaro, legno rovere invecchiato, XGlass e tessuti di alta qualità — risponde a criteri di resistenza oltre che di resa estetica.
La lavorazione artigianale e gli standard costruttivi assicurano arredi capaci di mantenere integrità formale nel tempo. Una durata che vale anche sul piano ambientale: ciò che non va sostituito non genera scarto né nuovo consumo di risorse.
Progettare prima, decidere poi
Per accompagnare le scelte, l’azienda mette a disposizione un configuratore online che permette di comporre e visualizzare le soluzioni in tempo reale, confrontando dimensioni e finiture. A questo si affianca la rete di oltre 500 punti vendita selezionati tra store monomarca e partner qualificati, dove valutare da vicino materiali e lavorazioni.
Chi cerca un risultato immediato può orientarsi sulle composizioni preconfigurate; chi ha vincoli architettonici precisi lavora invece sul progetto su misura. In entrambi i casi il criterio resta lo stesso: costruire un ambiente che possa essere riorganizzato quando la vita, intorno, cambia ritmo.
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