Un intellettuale d’altri tempi, sia per l’eleganza con cui usciva di casa, anche solo per andare a comperare il giornale a Torre Pellice, sia per la passione con cui difendeva le proprie convinzioni nelle discussioni, spesso animate, con gli amici. Marco Molinari è morto ieri mattina (lunedì 3 agosto) alla Pro Senectute di Luserna San Giovanni, dove era ricoverato da qualche tempo. Aveva 77 anni e viveva ad Angrogna. Il funerale si svolgerà domani, mercoledì 5 agosto, al tempio valdese di Angrogna capoluogo alle 10,30.
Dall’ecumenismo alle discussioni in edicola
Molinari ha lavorato per molti anni per le Chiese valdesi e battiste: “Ha lavorato ad Agape (centro ecumenico di Prali, ndr), al centro metodista Ecumene di Velletri e alla Casa Tresanti di Montespertoli. Inoltre aveva insegnato al liceo linguistico della Chiesa battista a Rivoli, chiuso circa 30 anni fa” elenca Alberto Corsani, amico e compagno di discussioni degli ultimi anni.
Con lui si incontravano spesso all’edicola di via Arnaud 13, a Torre Pellice, gestita per tanto tempo da Franco Pallard, ora in pensione: “Marco veniva tutti i giorni a comprare il giornale e acquistava anche parecchi libri. L’ultima volta che gli ho fatto visita alla Pro Senectute, gli ho portato ‘la Repubblica’, di cui era affezionato lettore”.
Capitava che proprio in negozio nascessero discussioni: “Non era una persona solare e a primo acchito colpiva per il suo atteggiamento serio, ma poi si apriva ed era capace anche di battute scherzose ma sempre colte” racconta.
Negli anni in cui Pallard fu presidente della Società operaia di mutuo soccorso di Torre Pellice, Molinari collaborò con l’associazione: “Era bravo nella sintesi, così gli consegnammo l’archivio della Società. Lui estrapolò i momenti più salienti della sua storia che avremmo voluto mettere in scena, in modo da raccontarli al pubblico. Purtroppo non c’è stato il tempo per farlo e nemmeno per consegnare a Marco un dovuto riconoscimento per il tempo che ci aveva dedicato”.
Inclusione e letteratura: la passioni per cui si metteva in gioco
In Val Pellice, Molinari è stato impegnato nel settore sociale, in particolare con la storica cooperativa La Tarta volante: “Marco è stato un nostro buon collaboratore dal 2008 al 2017. Per noi ha ricoperto il ruolo di responsabile per l’equipe educativa del Centro di educazione ambientale di Pracatinat e poi responsabile del personale” racconta l’ex presidente Gaetano Adelfio.
Aveva coinvolto la Tarta anche in un progetto che univa le sue passioni, portato avanti come membro del direttivo dell’associazione culturale Sën Gian: “Marco aveva contribuito a lanciare l’iniziativa ‘Raccolto letterario’ che univa due settori a cui era legato: l’inclusione delle persone disagiate e la letteratura. A gennaio del 2020 si era svolto il primo evento a Bibiana, con la Tarta volante, ma poi tutto si è fermato a causa della pandemia” racconta il presidente Tullio Parise. Molinari ha fatto parte dell’associazione per due anni: “Lo ricordiamo come una persona passionale, pronta a mettersi in gioco e a coinvolgere gli altri. Era un uomo volitivo, convinto delle proprie idee, con cui ci si poteva confrontare anche in discussioni animate”.





