Il gip del tribunale di Torino ha disposto l’archiviazione del procedimento scattato a seguito dalle querele presentate da 18 attivisti del centro sociale Askatasuna nei confronti di Nicola Porto conduttore di Quarta Repubblica in onda su Rete 4 e di alcuni ospiti della trasmissione televisiva. Sotto accusa alcune puntate andate in onda tra il gennaio e il febbraio 2025 e dedicate al centro sociale. Secondo gli attivisti, nel corso delle puntate sarebbero stati diffusi stralci ci un’informativa degli investigatori e attribuiti, espressamente o mediante l’accostamento di immagini e video, ai militanti del centro sociale Askatasuna fatti di reato non corrispondenti alla realtà. Il gip, accogliendo la richiesta del pm, ha ritenuto non ricorressero gli estremi dei reati contestati al conduttore e ai suoi ospiti Soddisfatto per l’esito del provvedimento, il Siulp di Torino che vedeva tra le persone contro le quali era stata presentata querela anche il suo segretario provinciale, Eugenio Bravo. “La decisione dell’autorità giudiziaria - si legge in una nota del sindacato - conferma con chiarezza che le dichiarazioni rese pubblicamente erano fondate su fatti reali, oggetto di procedimenti giudiziari e di cronaca, e rientravano pienamente nell’esercizio del diritto di cronaca e del diritto di critica. Nessuna invenzione, nessuna manipolazione, nessuna condotta penalmente rilevante” “E’ una pronuncia che riafferma il valore dell’autonomia e della terzietà della magistratura, capace di esaminare i fatti con rigore e imparzialità, respingendo una ricostruzione che ha tentato di trasformare il legittimo esercizio della libertà di espressione in un inesistente illecito penale”, conclude il sindacato.





