B. di Milano / Falchera - 06 agosto 2026, 08:35

Torino Nord, 5 generatori in strada e il piano Iren per realizzare 4 cabine primarie entro il 2032

A giugno adottata una soluzione tampone con impianti d'emergenza tra Barriera, Barca e Regio Parco

Il generatore di strada del Pascolo

Il generatore di strada del Pascolo

L'ondata di calore di inizio giugno ha messo nuovamente a dura prova le infrastrutture cittadine. Tra condizionatori a pieno regime e bolle di calore nel sottosuolo, la crescente elettrificazione dei consumi abbinata ai cambiamenti climatici sta esercitando una pressione senza precedenti sulla rete di distribuzione. Per fronteggiare i disagi a Torino Nord, in particolare nella Circoscrizione 6, Iren è dovuta intervenire con una soluzione tampone immediata: cinque maxi-generatori di emergenza installati nei punti più sollecitati del quartiere.

I gruppi elettrogeni sono stati posizionati due nel quartiere Regio Parco, uno in strada del Pascolo (alla Barca) e due nel cuore di Barriera di Milano. Un'azione d'urgenza fondamentale per sostenere i picchi di carico ed evitare che centinaia di famiglie e commercianti potessero rimanere al buio.

La Circoscrizione 6 tira un sospiro di sollievo

A fare il punto sulla gestione dell'emergenza sul territorio è Giulia Zaccaro, coordinatrice all'Ambiente della Circoscrizione 6, che rassicura residenti e commercianti. "L'allarme in Circoscrizione 6 è rientrato grazie al tempestivo intervento di Iren, che ha collocato una serie di generatori strategici nei punti critici del nostro quartiere. Un'operazione di supporto che ha consentito di contenere i disagi durante le giornate più complesse".

Si tratta tuttavia di una misura temporanea in attesa che i grandi cantieri strutturali portino a compimento l'ammodernamento definitivo dell'infrastruttura.

Cabina Michelin e nodo Stura

La svolta vera si gioca sul fronte delle infrastrutture ad alta tensione. Proprio due mesi fa è stata inaugurata la nuova Cabina Primaria (CP) Michelin di strada delle Cascinette, impianto chiave per garantire maggiore flessibilità all'intera rete di Torino Nord.

L'obiettivo prioritario è alleggerire la vicina CP Stura, uno snodo storicamente sovraccarico e sottoposto a forti stress termici nei mesi estivi. Grazie alla nuova cabina e all'esecuzione di 40 nuove interconnessioni sui cavi di media tensione (MT), Ireti sta accelerando la sostituzione dei tratti più vetusti e critici. Parallelamente, il livello di digitalizzazione della rete ha fatto un salto in avanti: le cabine di trasformazione MT/BT telecontrollate a distanza sono passate dalle 680 del 2024 alle 750 attuali, consentendo di isolare i guasti da remoto e "riorganizzare" il flusso elettrico in pochi minuti senza disalimentare le case.

I numeri dimostrano l'efficacia delle contromisure: a parità di temperature e carico energetico, nell'ultimo anno la durata media delle interruzioni si è ridotta considerevolmente, anche grazie al potenziamento delle task force di tecnici pronte a intervenire sul campo.

Un piano da 515 milioni al 2030: la sfida dei cantieri in città

Il lavoro di sostituzione è un'opera titanica. La rete torinese conta oltre 5.000 chilometri di cavi interrati e circa 3.300 cabine secondarie. Per questo motivo, Iren ha deliberato un imponente piano di investimenti da 515 milioni di euro per il periodo 2025-2030 destinato alla sola distribuzione elettrica torinese, con un'accelerazione prevista a partire dalla seconda metà del 2025.

Entro il 2032, inoltre, la mappa elettrica di Torino Nord si arricchirà di altre 4 nuove cabine primarie. Un rinnovo profondo che dovrebbe garantire - in caso di blackout - un ripristino più veloce della corrente. In soldoni, se una cabina va in tilt diventerà più semplice ripristinare l'energia appoggiandosi a quella più vicina.

Philippe Versienti

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