Il Torino Care Team, da giugno, gira nelle zone di movida per provare a migliorare il rapporto tra residenti e i giovani che cercano il divertimento notturno. Non sono forze di polizia ma operatori formati in soccorso e mediazione, per provare a informare e sensibilizzare sui comportamenti da seguire per divertirsi senza arrecare danno.
Nel primo mese e mezzo di uscite hanno sedato risse, aiutato persone in difficoltà e contattato rapidamente forze dell'ordine e sanitari tramite il 112. Il primo bilancio dell'esperienza l'ha fatto l'assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda, in audizione nella commissione lavoro della circoscrizione 7, dove si trovano due delle tre zone di movida dove operano gli addetti del Torino Care Team.
Non la panacea contro ogni malamovida, ma uno strumento che può contribuire a migliorare la situazione delle zone più critiche: Santa Giulia, Borgo Rossini - zona Panche -, e piazza Vittorio. "L'impatto migliore, come efficacia, l'abbiamo visto in Santa Giulia - ha spiegato Porcedda -, alcune problematiche sono sembrate migliorare in questo periodo. I residenti e i commercianti sembrano apprezzare: non è quello che risolve i problemi ma è uno strumento in più che può aiutare. Qualcosa succede ogni sera: sono stati segnalati al 112 reati come spaccio e furti, a volte è stato necessario chiamare le ambulanze per persone in stato di alterazione e ci sono stati diversi interventi di mediazione e conciliazione che hanno evitato che discussioni animate si trasformassero in risse".
I team sono formati da cinque persone di cui uno addetto ai Servizi di Controllo, un addetto all'antincendio, un addetto al primo soccorso e due steward senza alcuna formazione specifica. Il servizio è attivo nelle serate di sabato, venerdì e giovedì - inizialmente era di domenica, ma per la poca frequentazione quel turno è stato spostato -, dalle 22 alle 4 del mattino. Il servizio è stato affidato tramite bando di gare alla società M.R. Security, con un contributo comunale di 134 mila euro che coprirà 52 giorni, andando a concludersi quindi a metà ottobre.
Soddisfatto dei primi risultati il presidente della Circoscrizione 7 Luca Deri: "La popolazione residente ha diritto di poter vivere nelle loro abitazioni senza subire la presenza di centinaia di persone sotto le loro finestre - ha commentato -. Siamo contenti che l'iniziativa sia cominciata, sappiamo che non potrà essere risolutiva ma è un inizio per cercare di attenuare gli aspetti negativi della movida".





