Scuola e formazione - 06 agosto 2026, 11:14

Il Politecnico conquista il Baite Award 2026: primo premio al progetto “Ionx – Global Flux Motor"

Il contest per progetti innovativi e rigenerativi rivolto a giovani under 35 si è svolto a Udine

Il Politecnico conquista il Baite Award 2026: primo premio al progetto “Ionx – Global Flux Motor"

IONX Project – Global Flux Motor, progetto sviluppato dal dott. Ettore Bianco e dal dott. Fabio Mandrile del Politecnico di Torino, si è aggiudicato il primo premio alla quinta edizione di BAITE Award, il contest internazionale dedicato a giovani ricercatori e team progettuali con idee innovative nei settori dell’Edilizia, Agroecologia e Clima, Industria, Sanità e Responsabilità Sociale, Trasporti e Turismo, Energia — ambiti richiamati dall’acronimo BAITE: Building, Agroecology & Climate, Industry, Healthcare & Social Responsibility, Transport & Tourism, Energy

Il contest per progetti innovativi e rigenerativi rivolto a giovani under 35 si è svolto nell’ambito della settima edizione di NanoValbruna – Forum Internazionale dei giovani per la Rigenerazione, il Festival ideato da ReGeneration Hub Friuli tenutosi a Valbruna, nel cuore delle Alpi Giulie, dal 12 al 18 luglio. I partecipanti, provenienti da tutta Italia, sono stati protagonisti di una residenza formativa in ambito imprenditoriale partecipando a workshop e incontri con docenti e professionisti. 

Il primo premio – IONX propone una nuova generazione di powertrain elettrici ad alte prestazioni basati sul Global Flux Motor, un innovativo motore proprietario progettato per migliorare la densità di coppia, la potenza e l’efficienza rispetto alle tecnologie tradizionali. Grazie a soluzioni avanzate di raffreddamento e frenata magnetica integrata, la tecnologia mira a ridurre le perdite energetiche, il surriscaldamento e le emissioni di particolato, raggiungendo rendimenti assolutamente competitivi. Le principali applicazioni riguardano i settori delle hypercar, del motorsport elettrico e degli eVTOL.

“Ricevere questo riconoscimento per il nostro GlobalFlux Motor rappresenta un'enorme soddisfazione e una conferma del percorso intrapreso. È il riconoscimento del valore di una tecnologia che punta a ridefinire il concetto di motore elettrico, offrendo la massima densità di potenza in un'architettura estremamente compatta. Per noi significa soprattutto vedere riconosciuta una visione: rendere possibili applicazioni che fino a ieri sembravano irraggiungibili, dai droni per il soccorso in ambiente montano ai veicoli elettrici più efficienti e sostenibili, contribuendo anche alla riduzione delle emissioni di particolato generate dalla frenata. È la dimostrazione che innovazione e sostenibilità possono procedere insieme”, commentano Bianco e Mandrile. 

Il primo premio, del valore di 2.000 €, potrà ora essere investito nello sviluppo dei prossimi passi del progetto: “Siamo entrati nella fase più entusiasmante: la realizzazione e la validazione del primo prototipo ad alte prestazioni, con l'obiettivo di dimostrare sul campo tutti i vantaggi della tecnologia. Parallelamente stiamo lavorando all'integrazione del sistema su un primo veicolo dimostrativo insieme a un potenziale partner industriale e stiamo avviando un percorso di confronto con investitori e stakeholder interessati ad accompagnare la crescita del progetto. La vittoria del BAITE Award rappresenta un'importante accelerazione: ci dà ulteriore fiducia e ci spinge a trasformare una promettente innovazione di laboratorio in una tecnologia capace di generare un impatto concreto sul mercato e sulla società”

Per Bianco e Mandrile non solo la vittoria del contest ma anche un’esperienza fatta di nuovi incontri, relazioni e confronti con altri progetti accademici: “Dal BAITE Award torniamo con un patrimonio che va ben oltre il riconoscimento ricevuto: un'enorme carica di ispirazione, nuove relazioni e la consapevolezza di far parte di un ecosistema di persone accomunate dalla volontà di generare un impatto positivo attraverso l'innovazione. L'esperienza a NanoValbruna, immersi in un contesto autentico e a stretto contatto con il territorio, ci ha ricordato il motivo più profondo per cui facciamo ricerca: sviluppare tecnologie che migliorino concretamente la vita delle persone e contribuiscano a preservare l'ambiente. Torniamo a casa ancora più motivati, convinti che le innovazioni più significative nascano dall'incontro tra eccellenza scientifica, visione imprenditoriale e ascolto delle reali esigenze del territorio”

Gli altri progetti sul podio – Al secondo posto si è classificato Chelatech, progetto dell’Università di Catania sviluppato dal dott. Vincenzo Patamia e dalla dott.ssa Erika Saccullo. Chelatech introduce un nuovo approccio alla realizzazione di materiali antibatterici: contrastare la proliferazione dei batteri attraverso il sequestro dei nutrienti anziché mediante l’impiego di biocidi potenzialmente tossici. La tecnologia brevettata Chelapaper si basa sulla funzionalizzazione chimica della cellulosa. Il sistema “no leaching” sottrae il ferro disponibile nell’ambiente, inibendo la crescita batterica in modo atossico. La soluzione è rivolta in particolare al mercato della carta e del packaging per dispositivi medici monouso per poi espandersi al medicale ed al food, offrendo un materiale sicuro, strutturale e biodegradabile.

Il terzo posto è stato attribuito a EXTRA-CELL – EXTRAction of CELLulose from biomass, progetto dell’Università degli Studi di Milano sviluppato dal dott. Daniele Carullo, dal dott. Tommaso Bellesia e dal prof. Stefano Farris. EXTRA-CELL trasforma biomasse residuali provenienti dalle attività agroalimentari e forestali in cellulosa ad alto valore aggiunto. Il progetto riduce la dipendenza dalle fonti convenzionali, come legno e cotone, e promuove un modello di economia circolare capace di rispondere alla crescente domanda di materiali bio-based nei settori del packaging, della carta, del tessile, della cosmetica, della farmaceutica, dell’edilizia, dell’energia e del biomedicale.

I progetti dal mondo accademico – L’edizione 2026 è stata riservata esclusivamente a progetti provenienti dal mondo accademico, rafforzando la missione del contest: creare un ponte tra ricerca universitaria e industria e favorire la trasformazione delle conoscenze scientifiche in tecnologie, prodotti e processi capaci di generare valore per le imprese, la società e l’ambiente.

Dodici i progetti partecipanti, espressione di nove atenei e istituzioni scientifiche italiane: Università di Catania, Università degli Studi di Milano, Università Ca’ Foscari Venezia, Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, Università degli Studi di Pavia, Politecnico di Torino, Università di Pisa, Istituto Italiano di Tecnologia e Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. 

Le proposte hanno affrontato alcune delle principali sfide ambientali, energetiche, sanitarie e industriali contemporanee: dallo sviluppo di biomateriali, bioplastiche e materiali antibatterici alla valorizzazione degli scarti agroalimentari secondo i principi dell’economia circolare. Sono state presentate anche innovazioni nei campi dell’energia e della mobilità sostenibile, tra cui motori elettrici ad alta efficienza, sistemi agrivoltaici e tecnologie per la cattura e la valorizzazione della CO₂. Altri progetti hanno riguardato la medicina personalizzata, il trattamento sostenibile di acqua e suolo, l’elettronica green, nuovi processi per la lavorazione del legno e tecniche avanzate di diagnostica industriale.

comunicato stampa

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