Infrastruttura green da un lato, criticità legate alla sicurezza e alla microcriminalità dall'altro. In piazza Sofia, al Regio Parco, sono in dirittura d'arrivo i lavori per l'installazione delle nuove postazioni di ricarica rapida destinate agli autobus elettrici da 18 metri delle linee 2 e 18 del Bus Rapid Transit (BRT).
Un investimento fondamentale sul fronte della mobilità sostenibile che ha portato anche al completo restyling del capolinea, dotato ora di una banchina accessibile a disabili e ipovedenti e di spazi più confortevoli per gli autisti durante le soste. L'intero intervento sul marciapiede sarà ultimato entro la fine di questa settimana.
Come funziona la ricarica dei bus
Il nuovo hub di piazza Sofia conta quattro postazioni di ricarica ultraveloce e due colonnine con pistola, riservate esclusivamente ai mezzi del trasporto pubblico locale. Il sistema consente ai bus di effettuare il pieno d'energia durante i tempi fisiologici di sosta del conducente, permettendo ai veicoli di rientrare in deposito a fine giornata con ancora il 40-50% di carica residua.
La novità porterà anche a una revisione della viabilità del quartiere: in futuro la linea 2 verrà attestata stabilmente in piazza Sofia, lasciando su via Ponchielli soltanto alcune corse scolastiche. La medesima tecnologia interessa i capilinea opposti di piazzale Caio Mario e via Corradino, mentre ulteriori nodi sono in fase di completamento in via Artom (linea 35), via Marsigli (linea 42) e a Porta Susa (linea 72).
Furti e telecamere
Se da un lato la flotta elettrica garantisce costi di manutenzione inferiori rispetto ai vecchi motori endotermici, dall'altro la realizzazione delle infrastrutture ha dovuto fare i conti con continui episodi di microcriminalità. Durante i lavori in piazza Sofia è stata sottratta perfino una rotella metrica agli operai, ma a preoccupare maggiormente sono i furti registrati negli altri cantieri cittadini, come in via Artom e via Marsigli, dove è stato portato via un intero quadro elettrico.
Per blindare l'area di piazza Sofia, le squadre specializzate stanno collocando un impianto di videosorveglianza collegato direttamente con la centrale operativa Gtt. L'occhio della telecamera monitorerà la banchina di fermata e gli accessi alla cabina elettrica, lasciando fuori dal raggio visivo l'area verde circostante.
Scontro sicurezza
Il tema sicurezza, ovviamente, ha infiammato i consiglieri presenti in commissione. Il motivo? la presenza degli accampamenti rom nelle aree verdi adiacenti il capolinea dei bus. "Proprio a fronte di questo importante progetto di riqualificazione, l'area ludica adiacente andrebbe immediatamente sgomberata dai nomadi" è la protesta di Verangela Marino, capogruppo di Fratelli d'Italia in Circoscrizione 6
Sulla stessa linea si attesta l'intervento della coordinatrice all'Ambiente della 6, Giulia Zaccaro. "C'è da fare i conti con la realtà - ha aggiunto -. C'è il rischio concreto che vengano tranciati i cavi per rubare il rame dalle colonnine. A questo proposito abbiamo proposto di rivestire le infrastrutture con tessuti anti-taglio in polimeri plastici, capaci di rendere estremamente difficoltoso il danneggiamento dei cavi stessi".







