"Ho chiesto il rimborso per quattro biglietti, ma me ne hanno rimborsato soltanto uno". "A me ne hanno restituiti due su tre, trattenendo 20 euro a tagliando". E ancora: "Ho speso quasi 400 euro e sono ancora in attesa: chi è d'accordo a creare una class action?". Esplode sui social la protesta degli spettatori che avevano acquistato un biglietto per il concerto di Francesco Gabbani, in programma per il 27 agosto all'Ippodromo di Vinovo e poi annullato. A oltre un mese e mezzo dalla cancellazione dell'evento, la restituzione del denaro si sta trasformando in un vero e proprio caos.
La denuncia: "Rimborsi fantasma e restituzioni parziali"
A dare voce all'indignazione generale è anche una lettera inviata alla nostra redazione da una lettrice rimasta coinvolta nella vicenda: "Tralasciando la motivazione dell’annullamento da parte della società organizzatrice, Dimensione Eventi, è la modalità con cui la notizia è stata comunicata agli acquirenti a lasciare perplessi - spiega -: la sottoscritta l’ha appreso casualmente da TicketOne, a cui è seguito un tam-tam di post sui social. Ciò che risulta ancora più inaccettabile è la gestione dei rimborsi economici, ad oggi veri e propri 'fantasmi'. Invece di garantire un accredito tempestivo e integrale, stiamo assistendo a una restituzione di denaro centellinata e arbitraria. Vi sono testimonianze di persone che, a fronte di 4 biglietti, si sono viste riaccreditare l'importo di un solo tagliando. Ci si aspetterebbe un rimborso totale e immediato, considerando che il pagamento è avvenuto all'istante."
La risposta dell'organizzazione
Oltre ai ritardi, diversi utenti segnalano disservizi tecnici della piattaforma di vendita, dove inserendo i codici dell'ordine compare il messaggio d'avviso: "Il biglietto/ordine inserito non risulta rimborsabile".
Ma il vero nodo riguarda la restituzione frazionata delle somme. Frazionamento che la stessa organizzazione spiega non essere normale, come scritto in una risposta a un messaggio di chiarimento a chi sta ricevendo i soldi a singhiozzo.
E tramite mail, la stessa società fa sapere che: "Purtroppo il concerto è stato annullato a causa di ragioni tecnico organizzative sopraggiunte improvvisamente”. Specificando che “i rimborsi possono già essere richiesti e saranno disponibili fino al 10 settembre”.
Dallo stop di luglio all'attesa estiva: la ricostruzione dei fatti
La vicenda dello stop al concerto di Gabbani parte da inizio luglio, quando la società A1 Concerti, l'etichetta Artist First e lo stesso Gabbani avevano comunicato via social l'annullamento dello show torinese, giunto a un passo dal sold out. Una decisione maturata — come spiegato nei comunicati ufficiali — per "ragioni organizzative non imputabili all'artista", legate, come specificato, all'impossibilità da parte della società organizzatrice del festival di garantire le condizioni logistiche necessarie allo svolgimento dell'evento in sicurezza. Lo stop preventivo era arrivato anche sulla scia dei disagi logistici registrati in altre grandi manifestazioni estive italiane.
Nonostante l'apertura delle procedure di reso su TicketOne con scadenza fissata a settembre, a oggi le somme stanno rientrando a singhiozzo nelle tasche dei fan, lasciando centinaia di acquirenti ancora in attesa del saldo definitivo.





