Lutto nel Foro torinese: come riporta l'agenzia di stampa Ansa, è morta la scorsa notte a Crotone (dove era andata a trovare i familiari), l'avvocato Caterina Biafora, una toga molto conosciuta negli ambienti giudiziari subalpini: aveva 56 anni.
La malattia contro cui lottava da tempo non riuscì mai ad allontanarla dalle aule dei tribunali. Nel cuore del suo curriculum spiccavano la protezione dei diritti dei "soggetti deboli" come gli anziani e i disabili, il patrocinio delle donne (e anche degli uomini) vittime di violenze o di maltrattamenti e stalking, la tutela dei lavoratori oppressi dal mobbing.
Nel 2021 la candidatura alle amministrative
In un video diffuso nel 2021, quando si candidò alle elezioni comunali a Torino per FdI, parlò della sua attività professionale concentrandosi soprattutto sulle cause in cui aveva sostenuto "la difesa delle parti civili". Una riguardava i fatti del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, dove ottenne i risarcimenti per conto di diverse persone che rimasero ferite nella calca. "Detesto le ingiustizie, lotto per le pari opportunità e amo l'arte" fu la descrizione con cui corredò il proprio profilo su X.
Dopo la laurea in giurisprudenza, Biafora nel 1996 cominciò il periodo di praticantato nello studio legale di Maria Grazia Siliquini (avvocato che fra il 1994 e il 2013 è stato parlamentare e sottosegretario di area centrodestra). E' stata iscritta nelle liste dei Difensori per la tutela delle donne vittime di violenza e maltrattamenti (istituite dalla Regione Piemonte nel 2008) ed è stata componente del comitato pari opportunità nel Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torino.





