Un post sui social porta allo scontro legale tra la Regione Piemonte e un consigliere comunale di Torino. L'ente guidato dal presidente Alberto Cirio ha inviato una diffida formale, tramite l'Avvocatura regionale, ad Angelo Catanzaro, esponente del Pd, a causa di alcune dichiarazioni pubblicate sul suo profilo Instagram sulla gestione delle persone non autosufficienti e con disabilità.
La pubblicazione contestata prendeva spunto da un articolo di stampa relativo alla sospensione degli assegni di cura, vicenda che vedrebbe migliaia di famiglie piemontesi in attesa di sostegno finanziario. Nel post, accompagnato dalla scritta a lettere cubitali "VERGOGNOSO", il consigliere sosteneva che la Regione continua a scaricare le proprie responsabilità anziché garantire i diritti fondamentali delle fasce più fragili della popolazione.
La reazione di Piazza Castello non si è fatta attendere. Secondo quanto sostenuto dai legali dell'Avvocatura regionale, le affermazioni del consigliere comunale risulterebbero fortemente lesive dell'immagine e della reputazione dell'Ente pubblico. Per la Regione, infatti, il messaggio veicolato online rischia di indurre chi legge a ritenere erratamente che le istituzioni regionali non si prendano cura dei bisogni delle persone disabili. Per queste ragioni, la diffida impone a Catanzaro la rimozione immediata del post e del commento allegato.
Cosa avvenuta. “Ho rimosso il post, come mi è stato richiesto, ma francamente mi aspettavo una risposta pubblica dall’assessore Marrone - spiega il consigliere dem -. Se ho sbagliato, sono il primo a chiedere scusa. Ma prima di essere un politico sono una persona con una grave disabilità e ho scelto di fare politica anche per difendere i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Vorrei sapere dall’assessore al Welfare Maurizio Marrone se, in attesa dell’arrivo dei fondi nazionali per la non autosufficienza, la Regione stia garantendo la continuità dei servizi, permettendo ai consorzi di proseguire nell’erogazione delle prestazioni e facendo da garante per consentire loro di accedere alle risorse necessarie per continuare ad assistere le persone più fragili. E una considerazione vorrei rivolgerla anche al Presidente Alberto Cirio: credo che le priorità della Regione dovrebbero essere sostenere le aziende piemontesi che rischiano di chiudere, a partire dal comparto automotive, affrontare i gravi problemi della sanità regionale e garantire servizi maggiormente adeguati alle persone più fragili, piuttosto che diffidare un consigliere comunale per aver espresso una critica politica, forse anche sbagliata, ma legittima".
La risposta di Maurizio Marrone non si è fatta attendere: “Il post non chiedeva rassicurazioni sugli assegni di cura, che per altro non sono stati tagliati, ma invece ledeva ingiustamente l’immagine dell’ente, che di conseguenza si è tutelato attraverso l’avvocatura regionale - ha dichiarato il vicepresidente della Regione Piemonte -. Si è trattato di basso allarmismo mediatico che ha gettato nella preoccupazione famiglie fragili senza alcun motivo, dal momento che il Piemonte, come promesso già allora, è stata la prima regione italiana e sbloccare a Roma il Fondo nazionale Non Autosufficienza, senza quindi alcuna interruzione degli assegni di cura”.
La solidarietà di tutto il Pd
Tutto il Pd locale fa quadrato attorno al suo esponente a Palazzo Civico.
“Angelo Catanzaro ha posto una questione politica che riguarda migliaia di famiglie piemontesi - aggiunge il capogruppo Pd Claudio Cerrato -. La Regione ha scelto di rispondere attraverso una diffida, ma noi riteniamo che su temi di questa rilevanza sia necessario mantenere aperto il confronto pubblico.La politica deve essere capace di ascoltare le critiche, rispondere nel merito e assumersi le proprie responsabilità”.
"Questa è la destra in Italia e in Piemonte, siamo arrivati al divieto di critica. Angelo non è solo. Tutta la comunità del PD piemontese è al suo fianco. Ma soprattutto sono in migliaia, in tutta la regione, ad aspettare risposte concrete sulla non autosufficienza, non intimidazioni contro chi la denuncia - commenta il segretaro regionale dei dem Domenico Rossi -: Potete diffidarci tutti. Ma ai cittadini piemontesi non servono diffide: servono risorse, servono risposte, serve una Regione che si occupa delle persone fragili invece di difendersi dalle critiche di chi lo chiede".
“Spiace constatare che l’approccio dell’assessore Marrone sia quello di silenziare il dibattito democratico a suon di avvocati, utilizzando le minacce legali come un manganello - dichiara il segretario del PD Torino Marcello Mazzù -. Ci aspettiamo informazioni chiare, trasparenza e rassicurazioni. Qui il punto non è difendere l’immagine di un ente dalle legittime domande di un Consigliere comunale, ma garantire che una famiglia con una persona con disabilità o con un anziano non autosufficiente non debba vivere anche l’angoscia di non sapere se domani potrà contare sul sostegno di cui ha bisogno” conclude Mazzù.





