Cronaca - 23 agosto 2026, 11:18

Al carcere di Torino 55 aggressioni da inizio anno. L'Osapp: "Nordio intervenga con urgenza"

Tre nuovi episodi di violenza in un solo giorno al Lorusso e Cutugno. Il sindacato chiede l'invio degli ispettori e il cambio dei vertici

Al carcere di Torino 55 aggressioni da inizio anno. L'Osapp: "Nordio intervenga con urgenza"

Ancora una giornata di tensione tra i bracci della casa circondariale Lorusso e Cutugno. Secondo quanto riporta il sindacato di Polizia penitenziaria Osapp nella giornata di ieri, 22 agosto, l'istituto penitenziario torinese è stato teatro di tre distinti episodi di disordine registrati all'interno di tre diversi padiglioni. Un'escalation che porta il conteggio a 55 aggressioni dall'inizio dell’anno.

Gli episodi nei padiglioni

Secondo quanto riferisce l'Osapp, il primo evento si è verificato nella mattinata di ieri all'interno del padiglione B, dove un agente è stato colpito con un pugno da un detenuto, riportando una prognosi iniziale di tre giorni. Nel tardo pomeriggio, tra le 17,30 e le 18, un secondo episodio ha interessato il padiglione C: sempre secondo quanto ricostruito dal sindacato, un agente è stato raggiunto da un calcio e dal lancio di una bomboletta di gas accesa, che non ha causato roghi. Il poliziotto è stato trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Maria Vittoria, dove gli è stata riscontrata una prognosi di otto giorni con applicazione del collare. Infine, sempre secondo la ricostruzione dell'Osapp, nel padiglione A un recluso al regime di Alta Sicurezza si è rifiutato di rientrare nella propria cella, rimanendo nei corridoi della struttura.

La posizione del sindacato

"Il carcere di Torino è ormai una vera baraonda - si legge in una nota dell’Osapp -, completamente fuori controllo. Siamo arrivati a 55 aggressioni dall’inizio dell’anno e non è più possibile assistere in silenzio a una situazione che mette quotidianamente a rischio l’incolumità degli agenti di Polizia penitenziaria".
 

Il sindacato ha poi rivolto una sollecitazione diretta alle istituzioni centrali.

"Siamo allo sbando più totale - scrivono - Cinquantacinque aggressioni dall’inizio dell’anno sono un dato drammatico. Ci chiediamo dove siano la politica e le istituzioni. Perché davanti alle molteplici aggressioni che si verificano nel carcere di Torino c’è questo assordante silenzio? Da tempo chiediamo al ministro della Giustizia Carlo Nordio l’invio degli ispettori. Chiediamo al ministro di intervenire con urgenza. Non ci interessano più le parole o le promesse: servono fatti concreti, controlli e provvedimenti immediati. Il personale di Polizia penitenziaria non può continuare a lavorare in queste condizioni. Riteniamo inoltre necessario un avvicendamento immediato dei vertici, affinché venga ripristinata una gestione dell’istituto adeguata alla gravità della situazione”.

L’appello a Nordio

L'organizzazione sindacale ha infine richiamato l'attenzione sulle condizioni generali del distretto regionale.

"Chiediamo anche alla politica di rompere il silenzio - conclude la nota sindacale -. Come mai è silente davanti alle aggressioni quotidiane subite dagli agenti? La sicurezza degli istituti penitenziari riguarda anche gli uomini e le donne della Polizia penitenziaria, che ogni giorno entrano in servizio mettendo a rischio la propria incolumità. Le istituzioni intervengano con urgenza. Nordio intervenga con urgenza e la politica faccia la propria parte. Non c’è più tempo da perdere. A Torino siamo arrivati a 55 aggressioni dall’inizio dell’anno. Sono 55 campanelli d’allarme che non possono più essere ignorati. Non aspettiamo che ci scappi il morto prima di intervenire".

Daniele Caponnetto

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