Politica - 23 agosto 2026, 19:26

Tav, l'attacco di Forza Italia dopo le parole di Mélenchon: "Fermare l'opera costa miliardi e isola il Nordovest"

Rosso e Fontana (FI) contro la proposta della sinistra francese di bloccare la Torino-Lione: "A rischio contratti, finanziamenti e la credibilità internazionale".

Tav, l'attacco di Forza Italia dopo le parole di Mélenchon: "Fermare l'opera costa miliardi e isola il Nordovest"

"Quasi ci commuoviamo ripensando alla Francia di Mitterrand e Chirac: presidenti che avevano una visione dell’Europa totalizzante e lavoravano per costruirne il futuro. Oggi, invece, la sinistra francese guidata dall’icona italica Mélenchon promette di festeggiare un’eventuale vittoria elettorale facendo saltare una delle più importanti infrastrutture europee. Dal progetto dell’Europa al progetto di demolire l’avversario: un progresso davvero entusiasmante. Il detto di Chirac 'Opporsi è come andare in bicicletta, quando si smette di pedalare, si cade' pare essere caduto nel dimenticatoio a Parigi". Ad affermarlo sono il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia, e Marco Fontana, segretario cittadino del partito a Torino, commentando l’annuncio de La France Insoumise di voler bloccare la Torino-Lione in caso di vittoria alle elezioni presidenziali francesi del 2027.

"Fermare oggi la Torino-Lione non significherebbe cancellare qualche linea da un progetto sulla carta. Vorrebbe dire colpire un’opera dal costo attuale di 11,1 miliardi di euro, mandare in fumo investimenti già sostenuti, mettere a rischio almeno 4 miliardi di contratti per lavori civili già aggiudicati e trasformare in monumenti all’idiozia quasi 48 chilometri di gallerie già scavate. A queste perdite si aggiungerebbero penali, contenziosi, costi di messa in sicurezza dei cantieri, finanziamenti europei compromessi e danni incalcolabili alla credibilità internazionale di Francia e Italia. Il conto immediato sarebbe nell’ordine di diversi miliardi di euro; quello economico di lungo periodo sarebbe ancora più grave, perché condannerebbe il Nordovest italiano all’isolamento dai grandi corridoi commerciali europei", proseguono Rosso e Fontana.

"La sortita di Mélenchon non riguarda soltanto la Francia. È il trailer di quello che accadrebbe in Italia se vincesse il campo largo: la fine delle opere strategiche, le imprese e lo sviluppo sacrificati sull’altare dell’ideologia, ogni cantiere trasformato in un processo politico e ogni investimento sottoposto al tribunale di un politburo di estremisti di sinistra. Una visione pauperista nella quale, non sapendo distribuire ricchezza, ci si organizza per impedire che venga prodotta".

Secondo gli esponenti azzurri, "Mélenchon è da tempo un’icona politica e culturale per la sinistra italiana e per le componenti più radicali del campo largo. Il Pd potrà fingere di prendere le distanze dai toni, ma continua a progettare alleanze con chi condivide quella stessa cultura del veto, della decrescita e dell’ostilità verso le infrastrutture. Una contraddizione particolarmente evidente a Torino, città che senza collegamenti, industria e investimenti rischia di essere definitivamente espulsa dalle rotte dello sviluppo europeo".

"Questa dichiarazione strappa infine il velo ai tanti 'moderati alla carta' che a Torino continuano a sostenere il Pd nascondendosi dietro partiti civetta e innocue etichette civiche. Possono cambiare simbolo, nome e confezione, ma il prodotto rimane lo stesso: governano con chi considera Mélenchon un modello e la crescita una colpa. Forza Italia resta l’unica alternativa coerente per i moderati, i liberali, il mondo produttivo e per tutti coloro che vogliono costruire il futuro anziché organizzare scientificamente il declino. La piazza del Sì Tav si schieri alle prossime elezioni amministrative con i veri democratici, moderati e liberali".

comunicato stampa

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