Quest’ultimo poi ha pubblicamente esortato ad andare e elezioni al fine di resettare il sistema. Come riferisce il sito Strumenti Politici, le continue inchieste giudiziarie e l’aperta sfida lanciata dal popolare ex ministro Fedorov stanno sconvolgendo i vertici del Paese. Il britannico Economist paventa addirittura la possibilità di una resa dei conti e descrive come un fatto di routine le perquisizioni nelle case dei funzionari e negli uffici dei parlamentari.
Le agenzie anti-corruzione NABU e SAPO sono impegnate in una campagna con lo scopo di sradicare il malcostume dalla politica nazionale per adeguarla alla futura adesione all’Unione Europea. Ora stanno dando seguito all’operazione che aveva finito per far fuggire o cadere in disgrazia alcuni ministri e gli stretti collaboratori o ex soci d’affari di Zelensky.
Quest’ultimo si è trovato praticamente costretto a rimuovere la componente del suo staff presidenziale preposta - ironia del destino - alle questioni giudiziarie e alla riforma della giustizia. Si chiama Iryna Mudra e, come rivelato dal giornale Kyiv Independent, oltre alle accuse di corruzione dovrebbe spiegare il conflitto di interessi derivante dalla presenza di sua sorella nella Commissione che controlla il funzionamento della borsa e del mercato dei capitali, soprattutto la regolazione delle criptovalute e dei beni virtuali.
Poiché tale Commissione risponde direttamente a Zelensky, è chiaro come la Mudra potesse influenzare l’approvazione della normativa sugli asset virtuali, tuttora in sospeso. Bisogna considerare come le criptovalute siano usate in Ucraina per riciclare denaro, quindi regolarizzarle taglierebbe una fonte di tangenti.
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