Sanità - 26 agosto 2026, 08:00

In tilt la consegna dei pannoloni, lo sfogo di una mamma di un bimbo disabile: "O curo lui o pago le tasse"

A raccogliere la segnalazione di Carolina il consigliere Catanzaro (PD): "La Regione nomini un commissario"

Foto generica d'archivio

Foto generica d'archivio

"Se prima eravamo in ginocchio, ora ci hanno dato un badile per seppellirci". È duro lo sfogo di Carolina, mamma di un bambino disabile totale, che in questo agosto fa i conti con l'ennesimo ostacolo: la fornitura dei pannoloni di suo figlio Giacomo, sei anni, è sospesa da un mese. 

Loro devono così comprarli al supermercato od in farmacia, aggiungendo questo costo ad una lista già lunghissima. Carolina abita in un paese vicino a Casale Monferrato: prima della nascita del bimbo faceva l'agronoma. 

La storia 

Dopo il parto ha lasciato il lavoro per assistere il piccolo, disabile al 100%. "Per noi - spiega - la situazione è difficilissima: siamo una famiglia monoreddito". L'unico a lavorare è il marito, mentre lei si occupa dell'assistenza di Giacomo e della cura della sorellina di 5 anni. 

La sospensione della fornitura dei pannoloni si somma ad un lungo elenco di difficoltà. La condizione di Giacomo fa sì che cresca solo il lato sinistro del corpo, mentre quello destro è "bloccato". Questo vuol dire che per spostarsi ha bisogno di una carrozzina, così come per andare a scuola. "Ne avevamo chiesta una - racconta la madre - ma poi siamo stati costretti a comprarla".

Il bimbo di sei anni, dopo essere stato operato diverse volte, deve poi sottoporsi a frequente sedute di fisioterapia perché i tendini non si blocchino. Dopo la sospensione del servizio nell'ospedale più vicino, da mesi si recano al nosocomio di Novara dove usufruiscono del progetto DAMA, un percorso organizzativo e assistenziale dedicato per facilitare l'accesso alle cure alle persone con gravi disabilità intellettive, comunicative e comportamentali.

Stop ai pannoloni

Giacomo però è incontinente: questo vuol dire che circa ogni due ore deve essere cambiato. La stop alla fornitura di pannoloni taglia S con strip, che dura da circa un mese, va ad aggravare il bilancio famigliare. Lo scorso 30 luglio Carolina si è recata in farmacia per prenotare il pacco di dispositivi: è tornata il 6 agosto, per sollecitare nuovamente l'invio.

Essendo prodotti specifici vengono infatti consegnati a casa delle persone, ma il messaggio ricevuto da Amos è una doccia fredda: 'l'ordine risulta sospeso perché non c'è giacenza in magazzino del prodotto richiesto".

"Sono stata anche in attesa per molto tempo al telefono -chiarisce - senza nessuna risposta. Ho anche provato a dire che avevamo tenuto gli scontrini, chiedendo quindi un rimborso, ma nulla".

Il bivio 

"Noi ci paghiamo - spiega la mamma - praticamente tutto, dalle terapie sino agli integratori e creme". Prodotti per l'assistenza del bambino a cui si sommano quelli per la vita quotidiana, dalla casa alla macchina. "Io - aggiunge Carolina - mi taglio i capelli da sola e mi cucio i vestiti. Mi hanno messo davanti ad un bivio: se continuare a curare mio figlio oppure pagare le tasse".

A raccogliere la segnalazione del disservizio, analoga a quella di decine di altri piemontesi, è il consigliere del PD di Torino Angelo Catanzaro.  "Credo sia necessario - spiega l'esponente dem - affrontare questa situazione con la massima attenzione e senso di responsabilità istituzionale".

Catanzaro (PD): "Regione nomini commissario"

"Chiedo quindi alla Regione Piemonte di valutare ogni possibile soluzione per garantire in tempi adeguati la continuità delle forniture. Qualora non fosse possibile individuare rapidamente una soluzione, ritengo che si possa valutare anche la nomina di un commissario che abbia il compito di affrontare e risolvere questa criticità" conclude Catanzaro.

Cinzia Gatti

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