Non esiste, nella scuola dell'obbligo, un solo insegnamento dedicato a come si cresce un figlio. Manca una "bussola per i genitori", che orienti nel difficile compito di crescere i propri bambini, e per questo Alberto Anglesio, medico e psicoterapeuta adleriano, specialista in Neuropsichiatria e per anni primario negli Ospedali Psichiatrici di Torino, ha scritto un libro che prova a informare e guidare.
Non un semplice manuale per genitori
"Una bussola per i genitori" è pubblicato dalla casa editrice torinese Raineri e Vivaldelli nella collana "Il Bardotto" con la presentazione di Giovanni Galluppi, psicologo e Giudice Onorario presso il Tribunale di Torino, e l'introduzione di Massimo Carpignano. Anglesio, formato dal Prof. Francesco Parenti e perfezionato nella Classical Adlerian Depth Psychotherapy da Henry Stein, oggi è consulente del Tribunale di Torino e docente alla Scuola di psicoterapia Adleriana di Brescia.
Il volume di 81 pagine si vuole differenziare dai "manuali per genitori" di cui contesta l'impostazione di fondo: per l'autore non esistono "ricette preconfezionate e sempre valide", perché ogni decisione va ragionata nella situazione specifica. Il libro si concentra sul rapporto tra genitori e figli come chiave di prevenzione del disagio nell'età adulta, tema spesso in prima pagina tra le cronache nazionali. La tesi centrale è che un bambino vada sempre "incoraggiato" e mai "scoraggiato", e che questo richieda "fiducia e rispetto per il bambino così com'è realmente". Comprensione, però, non significa rinunciare all'educazione. Per Anglesio "un bambino viziato sarà infelice da grande, perché non riuscirà ad apprezzare le piccole gioie della vita".
L'importanza di sensibilizzare le persone
"Faccio lo psichiatra da 55 anni - ha raccontato Anglesio - e dico sempre che la nostra professione è fare da tappabuchi. Come con i tumori e le cardiopatie, serve prevenzione primaria, e in psichiatria si fa sensibilizzando le persone. E una delle cause che provocano malessere, depressione e disturbi da adulti, vengono dal rapporto genitori figli fin dalla prima infanzia".
Il testo passa in rassegna diversi modelli di genitorialità — permissivo, sottomesso, autoritario, perfezionista, distante, punitivo — in cui il lettore può riconoscersi, e dedica spazio anche allo sviluppo neurologico di bambini e adolescenti, ricordando che il cervello non è del tutto formato, in alcuni casi, fino ai 25 anni. Nella parte finale il libro solleva una questione più ampia, ripresa anche da Galluppi nella presentazione: mentre la formazione obbligatoria copre ormai attività anche minori i cui effetti ricadono su altre persone, non esiste alcun percorso analogo legato alla genitorialità.
"I bambini devono avere riferimenti solidi"
"I bambini devono avere riferimenti solidi ed essere accettati in quanto tali - ha spiegato Anglesio - Negli anni di professione ho visto un cambiamento: spesso il genitore si porta dietro il bambino come un accessorio senza occuparsi di lui, o dandogli poco tempo a disposizione. Serve una maggior qualità del rapporto genitori figli, che ovviamente non risolve tutti i problemi ma è una parte importante della crescita di ognuno".
A pubblicare il volume è una realtà editoriale torinese specializzata in saggistica, in un panorama cittadino dell'editoria indipendente che continua a proporre testi di saggistica e approfondimento firmati da professionisti del territorio. Il libro è disponibile su Amazon.





