Cronaca - 30 agosto 2026, 10:04

Caos nel carcere di Torino: quattro detenuti aggrediti, uno è grave e rischia l'operazine. "Poteva scapparci il morto"

La denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Osapp. Beneduci: "Non stiamo parlando di una semplice lite tra detenuti. È una situazione che non può essere normalizzata"

Disordini al carcere di Torino delle Vallette

Disordini al carcere di Torino delle Vallette

"Nel primo pomeriggio del 28 agosto, durante le operazioni di immissione ai passeggi, iniziate dopo le 13, si è verificato all’interno dell’istituto, al Padiglione B, un grave episodio che ha posto concretamente a rischio l’incolumità dei detenuti coinvolti e del personale di Polizia Penitenziaria in servizio". Questo il racconto del sindacato di polizia penitenziaria dell'Osapp, che riassume quanto successo.

"Secondo quanto ricostruito, un gruppo di detenuti marocchini della 10ª sezione del Padiglione B, una volta raggiunte le scale dei passeggi per recarsi all’aria, anziché proseguire verso il cortile, si è portato in prossimità del cancello dei passeggi della 2ª sezione, approfittando del collegamento esistente tra le diverse sezioni. In quel frangente sarebbe nato un acceso diverbio con alcuni detenuti albanesi della 2ª sezione, che si trovavano separati dal cancello. Successivamente, gli stessi detenuti albanesi protagonisti dell’acceso diverbio hanno richiesto l’apertura del cancello per recarsi ai passeggi. Al momento dell’apertura, il personale di Polizia Penitenziaria presente sarebbe stato letteralmente spinto e strattonato, consentendo ai detenuti di oltrepassare il cancello in gruppo".

Dopo essersi recati nell’area dei passeggi, riuscivano a intercettare, sotto i porticati dove i due cortili delle sezioni interessate sono adiacenti, alcuni detenuti di origine magrebina, nei confronti dei quali davano luogo a una brutale aggressione. Dopodiché, non soddisfatti e probabilmente non avendo trovato il vero destinatario della spedizione punitiva, il gruppo sarebbe risalito tramite le scale verso la 10ª sezione del Padiglione B. Anche in questa circostanza, all’apertura del cancello, il personale sarebbe stato nuovamente spinto e strattonato, consentendo ai detenuti di accedere alla sezione.

All’interno della 10ª sezione, altri due detenuti di origine magrebina sono stati successivamente aggrediti. In questa circostanza l’aggressione è stata notevolmente più brutale. Per uno di loro si è reso necessario il trasferimento in ospedale, dove, secondo le informazioni disponibili, risulta tuttora ricoverato e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico.

Siamo seriamente preoccupati per quanto accaduto. La violenza che si è scatenata e l’arroganza dimostrata in questa circostanza avrebbero potuto avere conseguenze ancora più drammatiche: poteva scapparci il morto”, dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale dell’OSAPP. “Non stiamo parlando di una semplice lite tra detenuti. Qui un gruppo di persone ha superato dei cancelli, ha spinto e strattonato il personale di Polizia Penitenziaria e ha raggiunto un’altra sezione, dove due detenuti sono stati violentemente aggrediti. Uno di loro è finito in ospedale e dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. È una situazione che non può essere normalizzata.”

“Da tempo denunciamo una situazione di crescente difficoltà nelle carceri torinesi”, prosegue Beneduci. “A nostro avviso, in troppi casi i detenuti non riconoscono più l’autorità e le regole dell’istituto. Quello che è accaduto il 28 agosto è estremamente significativo: i detenuti hanno dimostrato di poter mettere in discussione l’autorità del personale e di poter arrivare a muoversi in gruppo all’interno dell’istituto per affrontare altri ristretti.”

A Torino la situazione è fuori controllo e l’istituto rischia di trasformarsi in una vera bolgia, nella quale i detenuti spadroneggiano a tutto campo”, afferma ancora il Segretario Generale dell’OSAPP. “Questo non è accettabile. E soprattutto non è sicuro. È un problema che riguarda tutti: i detenuti, che devono essere tutelati nella loro incolumità, e il personale di Polizia Penitenziaria, che non può essere esposto a rischi sempre maggiori nello svolgimento del proprio lavoro.”

L’OSAPP ritiene quindi necessario un intervento immediato per ripristinare condizioni effettive di sicurezza e di rispetto dell’autorità all’interno degli istituti penitenziari torinesi. “Non possiamo aspettare che ci scappi davvero il morto per intervenire”, conclude Beneduci. “La Polizia Penitenziaria sta garantendo quotidianamente un compito difficilissimo in condizioni sempre più complesse. Servono risposte immediate e concrete, prima che un altro episodio possa trasformarsi in una tragedia.

redazione

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