L'ennesimo grave infortunio sul lavoro riapre il dibattito sulla sicurezza nei cantieri e sull'età anagrafica delle maestranze impiegate in mansioni ad alto rischio. Nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 31 agosto, intorno alle 14:30, un operaio di 66 anni è rimasto vittima di un violento incidente all'interno del cantiere di un locale al civico 402 di corso Orbassano, nel quartiere Mirafiori.
L'uomo è precipitato da un solaio da un'altezza di circa tre metri. Immediato l'intervento dei sanitari del 118 di Azienda Zero, che lo hanno stabilizzato sul posto e trasportato d'urgenza in codice rosso all'ospedale Cto di Torino a causa di un importante trauma cranico ed intubato per la gravità delle lesioni riportate. Sul posto sono intervenuti gli operatori dello Spresal dell'Asl To3 e le forze dell'ordine per effettuare i rilievi, accertare le dinamiche della caduta e verificare il rispetto dei protocolli di protezione.
"Non si tratta di una fatalità, ma del frutto di processi economici fuori controllo che costringono persone anziane a operare in contesti insicuri. Le lavorazioni in quota continuano a essere sottovalutate, pur rappresentando una delle prime cause di infortunio grave e morte" sottolinea Sarah Pantò, Segretaria Cgil Torino
I dati testimoniano la drammaticità del fenomeno a livello regionale: solo a giugno 2026, in Piemonte le denunce di infortunio sono salite a 14.471 (+6,29%), con un bilancio tragico di 27 morti. Per questo la Cgil ribadisce la necessità indifferibile di adeguare le garanzie organizzative e la tutela di chi svolge mansioni usuranti.
Per invertire questa rotta, la sigla sindacale chiede interventi strutturali immediati: un aumento incisivo dell'organico degli ispettori Spresal e una stretta rigorosa su controlli, ispezioni e sanzioni nei cantieri del territorio.





