Creature reali e mostri fantastici, scolpiti con maestria nel portale di pietra o dipinti nelle vivaci scene a fresco che decorano le pareti. Sono i “residenti silenziosi” della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, gioiello dell'arte medievale alle porte della Val di Susa, pronta a svelare i suoi segreti con un evento speciale dedicato all'immaginario del passato.
Un percorso tra simbologia, vizi e virtù
L'appuntamento è fissato per sabato 12 settembre alle ore 15.30 con la narrazione itinerante Tra pietra e affresco: nel Bestiario della Precettoria. L'iniziativa propone una chiave di lettura del patrimonio figurativo dell'antico complesso antoniano basata sulle presenze animali. Nel Medioevo, infatti, le rappresentazioni della fauna non avevano una funzione meramente decorativa: ogni creatura era un potente simbolo morale, capace di incarnare virtù, paure, ammonimenti sacri o promesse di salvezza per il fedele in cammino.
Imparare a leggere l'arte antica
La visita guidata accompagnerà i partecipanti lungo navate e spazi monumentali per insegnare a riconoscere e codificare questo affascinante linguaggio visivo. Dai maiali legati al culto di Sant'Antonio Abate fino ai draghi e alle fiere mitologiche, i visitatori potranno soffermarsi sui dettagli più nascosti delle opere, trasformando l'osservazione dell'arte in uno strumento d'indagine sulla mentalità e sulla cultura medievale.





