Ha scelto chi ogni mattina alza la serranda e sfodera un bel sorriso all’arrivo del primo cliente. Ma anche chi di sorridere non ha alcuna intenzione perché altrimenti i villaresi non lo riconoscerebbero. Barbara Berton ha deciso di dedicare ai commercianti e agli artigiani il progetto fotografico ‘Volti del paese’ che è sfociato nella sua prima mostra personale, presentata in occasione della festa di Villar Perosa che si è svolta a luglio. “Sono rimasta meravigliata dal riscontro che ha avuto l’esposizione che si è svolta alla Finestra sulle Valli: sono venute più di cinquecento persone a vederla!” commenta soddisfatta. Berton fotografa da nove anni: “Da quando ho deciso di utilizzare la Canon che avevamo in casa, ma che nessuno sapeva usare. Si è trattato di un momento della mia vita in cui avevo bisogno di riempire il tempo e la testa”. Così comincia a studiare frequentando un corso a Pinerolo ed entra nel Club fotografico Pipino: “È dagli altri fotografi, molto più grandi di me, che ho imparato tutto ciò che so fare”.
Duemila scatti e molte storie
Alla festa di Villar Perosa sono stati esposti sessanta dei circa 2.000 scatti che ha realizzato da marzo a luglio 2026: “Il progetto è partito a gennaio quando ho cominciato a proporlo a commercianti e artigiani del paese, sono loro infatti ad aver sostenuto i costi delle stampe. Non essendoci a Villar Perosa una associazione di rifermento, li ho contattati grazie all’aiuto di Paola Paletto ed entrando in un loro gruppo WhatsApp. Ho poi interpellato uno per uno chi non ne faceva parte”.
Durante questa fase del lavoro ha scoperto storie che l’hanno colpita: “Ci sono attività storiche come la tabaccheria-giornalaio davanti al municipio gestita dalla quarta generazione della stessa famiglia che l’ha aperta nel 1932. Ce ne sono poi altre degli anni Sessanta, alcune di queste ancora gestite dalla stessa persona”.
La sorpresa ha colto anche alcuni dei visitatori della mostra: “C’è chi ad esempio vive in paese ma mi ha confessato di non aver mai saputo che avessimo a disposizione una tatuatrice e una modellista”.
Durante l’esposizione sono state posizionate accanto a ogni foto l’indicazione del nome e del cognome della persona ritratta, il nome dell’attività e l’anno di fondazione.
Burberità ed entusiasmo tra i protagonisti
Ma le sorprese non sono finite qui: “C’è chi si è scoperto fotogenico il nostro barbiere storico Aloi, che ha aperto la sua attività sessant’anni fa”. Proprio il suo volto è stato scelto per i volantini e per il manifesto che annunciavano la mostra: “Non era mai stato fotografato prima e mi ha confessato di non essersi mai reso conto della sua fotogenicità”. Inoltre è stata grande l’emozione alla vigilia dell’esposizione: “Si è ritrovato infatti, di punto in bianco, in tutti i negozi del paese che distribuivano i volantini della mostra e sul manifesto dell’evento appeso alla Finestra sulle Valli”.
In generale, i commercianti e gli artigiani hanno accolto con entusiasmo l’iniziativa di Berton: “Per questo nelle foto si vedono tanti sorrisi. Per molti di la mia presenza in negozio ha rappresentato un momento di svago nella routine quotidiana”. Ma c’è anche chi di sorridere non ha alcuna intenzione: “Tra i miei scatti infatti ci sono anche volti meno contenti: alcuni hanno voluto farsi vedere come sono nella realtà. Alla mia richiesta di assumere un’espressione meno seria, uno mi ha proprio risposto: ‘Ma io sono burbero! Ed è così che deve risultare”.
Le fatiche dietro i sorrisi dei villaresi
Berton sa quanta serietà, fatica e preoccupazione, spesso c’è dietro ai sorrisi di commercianti e artigiani. Villarese, è figlia infatti di una negoziante: “Mia mamma, Claudia Bertocchio, gestiva assieme a mia zia il negozio Berton-Bertocchio, nella piazza del municipio”. Lei è cresciuta nel retro: “Ho visto tutti i sacrifici che nella loro vita hanno dovuto fare. Erano tempi in cui non ci si poteva permettere nemmeno le vacanze, bisognava rimanere sempre aperti”. Tuttavia, ricorda con piacere l’atmosfera frizzante che animava quella piazza: “C’erano una ventina di negozi aperti. Poi si è mano a mano svuotata. Il negozio di mia mamma e di mia zia però resiste: c’è ancora con una diversa gestione”.
Conosce anche cosa vuol dire passare la giornata dietro al bancone, visto che è collaboratrice della farmacia Deapoli: “Infatti tra le foto di ‘Volti del paese’ ci siamo anche noi, ma ho dovuto chiedere l’aiuto di mio figlio per realizzare lo scatto”. Suo figlio, Filippo Navone, ha infatti il suo studio di osteopata proprio lì vicino: “Ho preparato la macchina fotografica nel dettaglio in modo che lui dovesse solo premere il tasto delle scatto”.





