Attualità - 04 settembre 2026, 14:08

Gtt schiera 165 controllori esterni sui bus, sindacati sulle barricate: "Chiediamo incontro sul sindaco"

FILT CGIL e FAISA CISAL esprimono dubbi sulla gara da 5.3 milioni di euro per attivare questo servizio extra

Gtt schiera 165 controllori esterni sui bus, sindacati sulle barricate: "Chiediamo incontro sul sindaco"

Come già accaduto in passato, Gtt dichiara nuovamente "guerra" a chi non paga il biglietto del bus. L'azienda di corso Turati ha infatti deciso di assumere 165 nuovi controllori esterni, attraverso una gara da oltre 5.3 milioni di euro. Il servizio "speciale" contro i portoghesi durerà inizialmente sette mesi, con la possibilità di essere prorogato di altri sei, per una durata complessiva di 13 mesi. I primi ingressi saranno a dicembre.

Personale esterno

Una notizia accolta però con preoccupazione da FILT CGIL e FAISA CISAL.Il personale sarà infatti in somministrazione, non interno. "Questa decisione - spiegano i sindacati - appare ancora più difficile da comprendere mentre personale direttamente dipendente da Gtt viene trasferito dalla controlleria ai parcheggi". Un provvedimento già contestato da una parte delle organizzazioni sindacali, che avevano attivato la seconda fase delle procedure di raffreddamento presso la Prefettura di Torino, per arrivare in ultima battuta alla proclamazione di uno sciopero.

Incontro con Lo Russo

I sindacati esprimono dubbi sulla scelta di spostare dei dipendenti del Gruppo agli accertamenti sulle strisce blu, quando l'area dei controlli sui bus ha bisogno di rinforzi esterni. "La questione pone inoltre interrogativi sulle rassicurazioni fornite dalla stessa Gtt lo scorso giugno, quando aveva escluso ipotesi di esternalizzazione del settore" incalzano FILT CGIL e FAISA CISAL, che hanno chiesto un incontro urgente al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.

"Bisogna chiarire - proseguono -, quale futuro si intenda costruire per la controlleria e quale modello occupazionale si voglia adottare in un’azienda interamente pubblica. Per noi il principio è semplice: quando il lavoro è necessario, continuativo e programmabile, una società pubblica deve puntare sul lavoro diretto e stabile, non rendere strutturale la precarietà".

Redazione

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