Politica - 12 settembre 2026, 15:20

Campo largo a Torino, M5S diviso. C'è chi dice sì e chi attacca Lo Russo: "Sue aperture inaffidabili"

Da un lato Disabato e Unia parlano di visioni diverse tra Pd e M5S, mentre Sganga dice: "Vale la pena dialogare"

Campo largo a Torino, M5S diviso. C'è chi dice sì e chi attacca Lo Russo: "Sue aperture inaffidabili"

"Il tempo per fare scelte diverse più sostenibili ci sarebbe stato, ma le aperture di Lo Russo sono tardive e inaffidabili". Arriva per voce della capogruppo regionale del M5S Sarah Disabato e del collega pentastellato Alberto Unia la doccia gelata all'ipotesi di alleanza giallorossa per le Comunali, avanzata dal sindaco Stefano Lo Russo dal palco della Festa dell'Unità. Parole che però non rappresentano il sentimento di tutto il Movimento.

Sganga: "Apriamo al dialogo"

La consigliera comunale Valentina Sganga infatti al contrario dice: "proviamo ad aprire un confronto anche a Torino". Ieri il primo cittadino, intervenendo al parco Ruffini, ha infatti ben chiarito come sia necessario provare a costruire un campo largo anche all'ombra della Mole per fermare l'avanzata di Vannacci e dell'estrema destra. Un'ipotesi di coalizione da realizzare mettendo da parte "differenze e scorie del passato, che devono essere superate".

Un fatto inedito ma, come chiarito da Lo Russo "siamo in una fase completamente diversa dal 2021", quando era impensabile qualsiasi dialogo tra l'allora capogruppo del Pd e la maggioranza uscente di Appendino. Ma per Disabato e Unia il tema per le amministrative di Torino "non sono le alleanze, ma la visione di sviluppo della città".

Visioni diverse

"Quella del Movimento 5 Stelle - chiariscono - non coincide con quella dell'attuale sindaco e della sua giunta, come abbiamo avuto modo di vedere in questi 5 anni. Il tempo per fare scelte diverse più sostenibili ci sarebbe stato, ma le aperture di Lo Russo sono tardive e inaffidabili". Tra i punti di divisione sicuramente il nuovo ospedale di Torino nord alla Pellerina. Nelle riunioni interne, tra i pentastellati torinesi prevale poi nettamente la richiesta di discontinuità e di un progetto nuovo. Un sentiment di cui parlamentari e consiglieri devono tenere conto, se vogliono portare il popolo del Movimento alle urne. 

Diverso invece il pensiero del nazionale che, almeno a parole, crede molto nel campo largo. A pensarla così, o comunque a voler provare a dare una chance all'alleanza giallorossa, è Valentina Sganga.  "Credo - dice - che il tempo storico che stiamo attraversando imponga almeno un tentativo serio. Di fronte a una destra sempre più reazionaria, chi pensa di poter costruire un’alternativa ha la responsabilità di verificare ciò che unisce prima di decretare ciò che divide. Per questo penso che a Torino il dialogo debba iniziare subito, sui temi e senza accordi precostituiti".

"Vale la pena dialogare"

"Il Movimento 5 Stelle - prosegue - deve arrivare a quel confronto con le proprie idee e la propria autonomia, non rinunciando alle critiche che abbiamo rivolto in questi anni all’amministrazione". Tra i temi da portare al tavolo del confronto le periferie, il futuro di Mirafiori, la politica industriale e gli interventi contro la crisi climatica. .

"È su questioni come queste che voglio misurare la possibilità di costruire qualcosa insieme. Sedersi a un tavolo non significa aver già deciso come ci si alzerà. Significa avere abbastanza forza nelle proprie idee da metterle alla prova. Credo che oggi valga la pena provarci e lasciare che siano i contenuti, non i veti reciproci o le convenienze di partito, a dirci fin dove possiamo arrivare" conclude la consigliera del M5S Torino.
 

Cinzia Gatti

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