Politica - 15 settembre 2026, 17:57

La Tav scalda gli animi in Consiglio regionale. Cirio: "Opera strategica"

Per la maggioranza "assurdo che qualcuno pensi ancora di bloccarla"

Immagine d'archivio

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Confronto serrato tra maggioranza e opposizione durante il Consiglio regionale dedicato allo stato di realizzazione della Tav, con diversi atti di indirizzo in discussione.
"La Torino-Lione è un'opera decisa, deliberata e approvata a livello nazionale, francese ed europeo, finanziata, appaltata al 100% e già realizzata per oltre un terzo, con apertura prevista nel 2033-2034 – ha spiegato il presidente della Regione, Alberto Cirio, in apertura di dibattito - la maggioranza oggi si trova costretta a ribadire la posizione favorevole all’opera di fronte a chi, ancora una volta, vuole rimettere in discussione un'opera ormai avviata con un messaggio che allontana e non avvicina. La democrazia ha fatto regolarmente il proprio corso, dando a tutti la possibilità di esprimere le proprie posizioni. La Giunta è compatta sui valori fondanti, come il ruolo delle infrastrutture per il futuro del Paese e della nostra regione e il rispetto per chi porta una divisa, la pensiamo tutti allo stesso modo. Il dissenso è legittimo, ma continuare a riproporre temi già decisi ha un costo per i cittadini e rischia di dare l'immagine di un Piemonte che pensa ancora di poter fermare la Tav e che guarda indietro invece di guardare avanti”.
Compattezza ribadita dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Riva Vercellotti, durante la presentazione dell’ordine del giorno congiunto della maggioranza per sostenere “con determinazione la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione”: “Vogliamo ribadire da che parte stiamo: dalla parte di chi vuole collegare il Piemonte all'Europa, spostare le merci dalla strada alla ferrovia e costruire infrastrutture che guardino alle prossime generazioni. Nel dibattito sul progetto abbiamo assistito a una grande confusione e a molte contraddizioni: prima le contestazioni sul tracciato, poi quelle ambientali, quindi quelle sanitarie. Eppure, la valutazione di impatto sanitario ha evidenziato che non vi sono effetti sulla salute della popolazione riconducibili alla presenza dei cantieri. Ci chiediamo inoltre perché chi ha governato il Piemonte e l'Italia non abbia mai bloccato la Tav e oggi si presenti come paladino del No Tav. La verità è che questa è diventata soprattutto una battaglia ideologica. Manifestare è un diritto sacrosanto, ma danneggiare, incendiare o aggredire lavoratori e forze dell'ordine è violenza, e la violenza va sempre condannata".
Nadia Conticelli (Pd) nel suo documento ha criticato l’atteggiamento della Giunta e allargato il ragionamento al sistema metropolitano torinese: “Questo Consiglio è un’occasione persa, Cirio non affronta le responsabilità del governo e della regione rispetto alle opere di compensazione, alle progettualità esecutive delle tratte di adduzione, all’intermobilità con il sistema dei trasporti regionale. Intanto il traffico su tir alla frontiera è aumentato oltre il 93%. Il governo Meloni ha deciso di sottrarre 14 milioni proprio alle infrastrutture interregionali dei trasporti, per “sequestrarli” sul progetto del ponte sullo Stretto. La linea Torino Lione ha vissuto i momenti di stallo sotto i governi di centro destra, che occasionalmente si ricorda dell’opera, e non da parte del centro sinistra che ha portato avanti tutti i progetti”.
Di “fermare la Tav” ha parlato il consigliere 5 Stelle Alberto Unia, ponendo una serie di domande alla Giunta: “Sul versante italiano, a luglio 2026, non risulta ancora scavato alcun metro del tunnel di base con scavo meccanizzato e la fresa destinata al lato italiano non entrerà in funzione prima del 2027. Dei 47 chilometri dichiarati come scavati, una parte significativa riguarda discenderie, gallerie logistiche e opere accessorie, mentre il tunnel di base vero e proprio risulta realizzato per circa 21 chilometri, tutti sul versante francese. La nostra posizione non è contro il treno, contro l'Europa o contro le infrastrutture, ma contro un'opera che oggi appare più costosa, più lenta, finanziariamente più fragile e meno trasparente di quanto sia stata raccontata”.
Sulla stessa linea la capogruppo M5s Sarah Disabato, prima firmataria di un ordine del giorno sulla priorità della mobilità quotidiana rispetto alla Torino-Lione: “Per il Movimento 5 Stelle il Tav è da sempre un'opera inutile, costosa e dannosa. Abbiamo altre priorità, questioni che toccano la vita quotidiana di studenti, lavoratori e pensionati. Parliamo delle linee sospese, che attendono da anni di essere riattivate; del completamento della metro 1, con la conclusione del cantiere che slitta di anno in anno e continua a creare disagi; dei trasporti pubblici locali, che non funzionano o, se va bene, funzionano a macchia di leopardo. Tutti temi sollevati nel nostro atto di indirizzo”.
Per la capogruppo Avs Alice Ravinale "la tratta Avigliana-Orbassano è un progetto che è ancora tutto da valutare e su cui si può intervenire. Il progetto definitivo presentato da RFI è profondamente diverso da quello preliminare approvato nel 2011 e presenta criticità che i sindaci e i territori interessati stanno segnalando da mesi. Parliamo di una doppia galleria di otto chilometri nella collina morenica tra Avigliana e Rivoli, di ulteriori scavi a cielo aperto e di una cantierizzazione che consumerà oltre un milione di metri quadrati di aree, soprattutto agricole. È difficile comprendere come si possa ignorare un impatto di queste dimensioni sul territorio della bassa Val di Susa. Noi chiediamo che la Regione difenda quei comuni e intervenga su un progetto che, così com'è, presenta problemi procedurali, ambientali ed economici. Non si tratta di dire no alla ferrovia o alle infrastrutture, ma di correggere un'opera che oggi appare molto diversa da quella immaginata anni fa”.
Preoccupazione per Valentina Cera (Avs) sul futuro della falda idrica interessata dalla Avigliana-Orbassano: “Mi chiedo quanti conoscano davvero l'impatto reale che la tratta avrà sul territorio. Ancora una volta abbiamo assistito a una discussione in cui la maggioranza non è entrata nel merito delle questioni che vengono poste da cittadini, amministratori e territori interessati dall'opera. Noi invece vogliamo parlare di dati, di impatti ambientali e delle conseguenze concrete che questo progetto può avere sulla vita delle persone. Tra i temi aperti c'è quello della tutela della falda e dell'acqua potabile, una preoccupazione che riguarda direttamente le comunità coinvolte e che non può essere liquidata come un ostacolo al progresso”.

L’Aula ha quindi approvato a maggioranza l’atto di indirizzo “La Regione Piemonte sostenga con determinazione la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione”, primo firmatario Riva Vercellotti. L’ordine del giorno impegna la Giunta regionale a confermare il proprio sostegno alla Torino-Lione, infrastruttura strategica per il Piemonte e per i collegamenti europei, sollecitando il Governo a garantire continuità finanziaria e rispetto degli accordi internazionali. L’atto sottolinea inoltre il valore strategico della tratta Buttigliera Alta-Orbassano per lo sviluppo del polo logistico di Orbassano e ribadisce il ruolo irrinunciabile della stazione internazionale di Susa per l’integrazione della Valle di Susa nel nuovo corridoio ferroviario europeo.
Respinti gli ordini del giorno presentati dai gruppi di opposizione.

Durante il dibattito sono intervenuti i consiglieri Alessandra Binzoni, Paola Antonetto, Roberto Ravello, Davide Zappalà (Fdi), Paolo Ruzzola, Annalisa Beccaria, Davide Buzzi Langhi (Fi), Fabrizio Ricca, Andrea Cerutti (Lega), Silvio Magliano (Lista Cirio), Vittoria Nallo (Sue), Conticelli e Ravinale.

comunicato stampa

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