La canzone di protesta e di impegno civile torna a far sentire la propria voce. Sabato 26 settembre, alle 21, le Gallerie d’Italia in Piazza San Carlo ospiteranno la serata finale del Premio Cantacronache 2026. L'evento, promosso dalla Fondazione Donat Cattin con il sostegno di Città Metropolitana, Terra Madre Salone del Gusto, ANPI, ARCI e con il patrocinio del Comune di Torino, riannoda i fili tra la memoria storica e i linguaggi del presente. Quattro giovani artisti si contenderanno il Premio Cantacronache e la Targa "Michele L. Straniero" per il miglior testo, esibendosi dal vivo con un brano inedito e una reinterpretazione del repertorio storico dello storico collettivo torinese.
Tra dialetto e margini: il folk sociale di Chiara D’Auria
Arriva da Potenza Chiara D’Auria, voce lucana capace di intrecciare memoria e riscatto sociale. Con il suo disco d’esordio “Fèsse a cchi muòre”, l'artista dà voce a chi spesso non ha microfoni per raccontarsi: emigranti, precari e comunità dei paesi dimenticati. Già riconosciuta come cantautrice folk innovativa al Festival di Potenza 2025 e finalista al Premio Parodi, D’Auria porta sul palco di Piazza San Carlo il brano “Nun de sendo”, un viaggio linguistico e politico nell'Italia degli ultimi.
Ironia e lotta di classe: la sfida di casa firmata Giorgio Nieloud
A rappresentare la scena torinese è Giorgio Nieloud, cantautore e polistrumentista cresciuto nei circuiti musicali dal vivo. Vincitore delle selezioni piemontesi di Arezzo Wave e reduce dall'esibizione al festival Alta Felicità, Nieloud affida la sua critica sociale all'ironia. Con all'attivo l'album “Uscita di emergenza”, il musicista sabaudo propone “Considerazioni a caldo”, una fotografia acuta e disincantata delle contraddizioni del nostro tempo.
L'intimità resistente di Ludovica Pasca
Pugliese di origine ma bolognese d'adozione, Ludovica Pasca trasforma la canzone d'autore in uno spazio di resistenza poetica. Già vincitrice della Targa Officina Roversi 2025, la cantautrice ha inciso il suo primo album “Cadrà neve altre volte ancora” (prodotto da Taketo Gohara) all'interno di una yurta nel parco storico di Monte Sole, luogo simbolo della memoria della Resistenza. Al Premio Cantacronache gareggia con l'intensa “Maria”.
Gli antieroi di Paolo Vaccaro tra folk e radici mediterranee
Il quadro dei finalisti si chiude con il bellunese Paolo Vaccaro, cantastorie che fonde la tradizione americana, il soul e la musica popolare. In attesa del debutto discografico “Storia di un uomo qualunque”, Vaccaro porta in scena una galleria di antieroi e personaggi ai margini della società. La sua “Faccia di cane” unisce la scrittura d'impegno a sonorità folk mediterranee, per un racconto collettivo che parte dalla provincia per parlare a tutti.






