Economia e lavoro - 16 settembre 2026, 11:15

Torino cresce poco rispetto al Piemonte, ma sta cambiando: medie imprese in aumento e nuove vocazioni

Rispetto al passato, oggi il capoluogo smette di perdere abitanti rispetto alla prima cintura e diventa più popoloso. "Ma ci vuole un po' di fortuna e tempo"

"Torino cresce poco, e non è un caso". È questa l'efficace sintesi del Rapporto Giorgio Rota, presentato questa mattina al Collegio Carlo Alberto, che annualmente si occupa di misurare lo stato di salute della città e del Torinese (economico, sociale e demografico), in rapporto al resto del Piemonte. 

Crescita piatta

La nostra provincia è di gran la maggiore economia del territorio, con un valore aggiunto di circa 78 miliardi di euro a prezzi 2024. Tuttavia il quindicennio 2008-2023 ha disegnato una traiettoria di crescita quasi piatta (+416 milioni, pari a +0,5%) a fronte di performance più dinamiche di altre province, prima fra tutte Cuneo. 

Torino si trasforma

A pesare in questo scenario è sicuramente il fatto che l'economia torinese fosse basata in larga parte sull'automotive, l'ex Fiat oggi Stellantis, oggi in crisi. Se il nostro capoluogo si sta trasformando ed indirizzando verso altre vocazioni, aerospazio e turismo solo per citare due tra i comparti trainanti,  la "velocità non è tale da essere competitivi con le altre province".

Forza nelle medie imprese internazionali 

 A dirlo è il professore Giuseppe Russo, che si è occupato di curare bene cinque capitoli. "La forza - ha spiegato - dell'economia italiana è in larga parte dovuta alle medie imprese internazionali: Torino ha le aziende, ma la densità in rapporto alla popolazione è minore rispetto al resto del Piemonte". 

"Le imprese torinesi, - ha proseguito Russo - come qualità, sono equivalenti: non c'è un divario produttivo e di crescita, ma c'è meno concentrazione di altre province. La notizia positiva è che la media delle imprese cresce rapidamente, ma ci vuole un po' di fortuna e tempo"

Milano calamita 

Un altro aspetto è che in passato il capoluogo attraeva il terziario anche dal resto della provincia: ora l'effetto calamita spetta a Milano, che raccoglie lavoratori dal resto del Piemonte e anche da Torino.

"Spesso - precisa Russi - ci si occupa di industria, ma anche il terziario non è di serie B". 

Torino più popolosa

"L'ultimo tema è quello delle specializzazioni, che in termini strutturali non dico siano in declino, ma sicuramente non in crescita. Riuscire a sostituire o integrare questo settore diventa complicato, ma sta succedendo con l'automotive: l'effetto di sostituzione incomincia ad apparire, al netto di una variabile legata alla produzione, e questo è molto positivo", conclude Russo.

Altra notizia positiva è legata alla demografia: mentre in passato i Comuni della prima cintura diventano più popolosi e Torino più piccola, oggi il trend di sta invertendo. Nel capoluogo si assiste ad un fenomeno di ri-popolazione, determinato dal fatto che si stanno "sviluppando economie urbane interessanti".

Cinzia Gatti

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