Attualità - 17 settembre 2026, 17:28

Dall'ex scuola a una casa per l'autonomia: Falchera inaugura il suo cohousing

Nasce il progetti Falchè. Un intervento finanziato dal Pnrr che trasforma gli spazi e introduce soluzioni per abitare con maggiore autonomia


Sei posti letto, spazi completamente accessibili, domotica, tecnologia per l'autonomia. Un cohousing per persone con disabilità ricavato da una porzione dell'ex scuola, trasformata con un intervento di riqualificazione che punta dritto a un obiettivo: accompagnare verso la vita indipendente.

L'intervento è costato 138 mila euro di fondi Pnrr nell'ambito dei "Percorsi di autonomia per persone con disabilità" - più 24 mila euro di cofinanziamento dell'ente gestore. Soldi che sono serviti ad abbattere le barriere architettoniche, riorganizzare gli interni, adeguare gli impianti e creare ambienti accessibili dotati di soluzioni tecnologiche e domotiche per autonomia e sicurezza.

Ma Falchè non vuole essere solo residenza. Il complesso mette a disposizione anche una sala polivalente, aree di coworking, un bistrot e servizi di orientamento al lavoro e all'abitare, per rafforzare le connessioni tra residenti, associazioni e quartiere.

Al taglio del nastro il sindaco Stefano Lo Russo, l'assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, il presidente di Damamar ODV ETS Antonio Di b e la direttrice dei Servizi Sociali della Città Monica Lo Cascio.

"Nell’ambito dei numerosi progetti finanziati con i fondi del Pnrr destinati all’inclusione sociale - ha spiegato il sindaco Lo Russo - si aggiunge oggi un nuovo tassello, attraverso il quale, come amministrazione, proseguiamo nella creazione di un sistema integrato di servizi per rispondere ai bisogni dei cittadini in difficoltà. Questa struttura costituisce un esempio virtuoso di nuova destinazione di un immobile pubblico, che metterà a disposizione di persone con disabilità una casa in cui costruire un nuovo percorso di autonomia e di vita".

Per l'assessore Rosatelli, Falchè è un investimento doppio, sulle persone e sui luoghi. L'idea, ha sottolineato, è quella di far nascere da un immobile pubblico un progetto che da un lato offre alle persone con disabilità la possibilità concreta di sperimentare percorsi di vita indipendente e dall'altro rafforza la rete sociale di Falchera. Un modello di inclusione che non crea servizi separati, ma occasioni reali di autodeterminazione, partecipazione e cittadinanza, dentro e insieme alla comunità.

Soddisfazione anche da Damamar, che in quegli spazi è di casa da anni. Il presidente Di Donna ha ricordato la scelta del nome, FalchÈ, un richiamo diretto a Falchera e alle sue potenzialità. Un complesso dove già convivono persone, servizi e progetti e dove da oggi si aggiungono i nuovi spazi per l'autonomia abitativa, il segretariato sociale e le attività aperte al quartiere. L'auspicio, ha detto, è che diventi sempre più uno spazio condiviso capace di generare nuove collaborazioni, ringraziando la Città e le realtà del territorio che lavorano con l'associazione. Con un messaggio chiaro: stare a Falchera significa esserci e costruire insieme.

Infine, i beneficiari saranno accompagnati da percorsi individualizzati per sviluppare autonomia personale e relazionale, con supporto educativo, valorizzazione delle competenze, costruzione di reti di prossimità e partecipazione attiva alla definizione del proprio progetto di vita. Grande attenzione anche a competenze digitali, tecnologie per l'assistenza a distanza, formazione e lavoro.

Marco D’Agostino

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