Nessuna novità, Mirafiori si ferma ancora. Nonostante le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi da Roma, in occasione della presentazione della Lancia Gamma da parte di Emanuele Cappellano, la Carrozzeria osserverà un altro giorno di stop, andando ad allungare una fila di giorni di cui ormai si è perso il conto. E che rende sempre più scoraggiante il "raddoppio" produttivo promesso nel 2026 rispetto all'anno scorso.
"Stamattina l'azienda ha comunicato ai delegati interni una giornata di fermo produttivo per lunedì 21 settembre, sia alla Carrozzeria che alle Presse di Mirafiori - dicono dalla FiomTorino il segretario generale Edi Lazzi e il responsabile di Mirafiori, Gianni Mannori -. Come andiamo dicendo ormai da diversi mesi, il problema produttivo in Carrozzeria si sta estendendo ad altri settori, infatti sia questo lunedì che il prossimo si fermeranno anche le Presse di Mirafiori. L'ennesimo terribile segnale che arriva con questa comunicazione e che stride fortemente con l'ottimismo profuso qualche giorno fa dal direttore operativo di Stellantis per l'Europa Cappellano nel goffo tentativo di tramutare in successo ciò che in realtà è un disastro, esaltando le produzioni di Mirafiori del 2026 con il raddoppio delle auto prodotte rispetto allo scorso anno. Non deve però sfuggire che l'obiettivo sarebbe stato di quadruplicarle mentre invece si arriverà ben al di sotto delle loro previsioni iniziali. Ancora una volta si gioca con le parole quando invece si dovrebbero trovare soluzioni concrete e l'unica può solo essere l'arrivo immediato di un altro modello a Mirafiori e la programmazione di un'investimento su una nuova linea capace di produrre altri modelli".
"Le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali - aggiungono - continuano a tacere lasciando che un'intero tessuto industriale rappresentato dall'indotto sprofondi nel baratro mentre BYD impianterà le sue produzioni in Francia o in Spagna tagliando completamente fuori l'ipotesi Italia. Un "capolavoro" di politica industriale".
Preoccupata anche la Fim Cisl, per voce di Igor Albera, segretario e responsabile auto: "Quella di lunedì è l'ennesima sospensione in poche settimane che conferma quanto sia fragile la continuità produttiva dello stabilimento. Le lavoratrici e i lavoratori non possono continuare a pagare il prezzo di una programmazione altalenante e di volumi insufficienti a saturare le linee. Chiediamo a Stellantis chiarezza immediata sul piano industriale e sul futuro occupazionale di Mirafiori, e alle Istituzioni di non lasciare sola Torino in questa fase decisiva per la transizione. Continueremo a monitorare con attenzione ogni ricaduta sull'organizzazione del lavoro e a tutelare in ogni sede le lavoratrici e i lavoratori".





