In un anno in cui i danni del cambiamento climatico sono stati allarmanti in ogni angolo del pianeta, anche per i medici l’osservazione costante delle condizioni ambientali in cui vivono i loro pazienti dovrebbe diventare una imprescindibile necessità.
L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Torino da anni ha incluso l’attenzione alla tutela ambientale fra le sue iniziative, e ora fa un passo avanti promuovendo un’iniziativa dedicata alla formazione di “Medici Sentinella per l’ambiente” con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei professionisti sanitari nella prevenzione e nell’individuazione dei possibili effetti sulla salute legati a fattori di rischio ambientali.
“In questo modo vogliamo anche dare concretezza ad uno dei compiti che la legge affida all'Ordine: la valorizzazione della funzione sociale della professione medica.", osserva il presidente di OmCeO Guido Giustetto.
Il corso di formazione
Oggi e domani un gruppo di sanitari piemontesi partecipano al corso di formazione organizzato da OmCeO, una prima fase per acquisire strumenti e competenze utili a riconoscere e documentare, nella pratica clinica quotidiana, eventuali segnali epidemiologici e correlazioni tra condizioni di salute e caratteristiche dell’ambiente in cui si si vive, e si è vissuto. Non solo, dunque, l’attenzione alle conseguenze sulla salute di comportamenti e stili di vita individuali, ma anche alle condizioni ambientali nelle quali si cresce e si lavora. Se da questa prima fase nascerà una rete torinese di professionisti sanitari in grado, anche, di sensibilizzare colleghi e pazienti, si potrà immaginare l’avvio di un punto di osservazione qualificato sui rapporti tra ambiente e salute nella realtà locale.
Fra i docenti del corso Paolo Vineis, professore ordinario di Epidemiologia ambientale all’Imperial College di Londra, Giuseppe Maria Greco, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl TO3, Roberto Mezzalama, presidente del Comitato Torino Respira, Marina Pastena, coordinatrice della Commissione Ambiente di OmCeO.
L’iniziativa si inserisce nella prospettiva della Rete Italiana Medici Sentinella per l’Ambiente (RIMSA), promossa da ISDE Italia in collaborazione con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO). La RIMSA individua tra i compiti dei “medici sentinella” la prevenzione e l’informazione sanitaria, la sorveglianza delle patologie osservate tra gli assistiti e la collaborazione con le istituzioni. La rete è concepita anche come un punto di raccordo tra cittadini, professionisti della salute e soggetti pubblici chiamati a programmare gli interventi di tutela della salute.
“Nell’immaginario collettivo - spiega Francesco Paolo Guastamacchia, che fa parte della Commissione Ambiente di OmCeO - il medico è soprattutto colui che risponde a problemi e malattie. Ma chi lavora sul territorio conosce anche il contesto in cui i propri assistiti vivono e talvolta si ammalano. Da qui nasce l’esigenza dei “Medici Sentinella per l’ambiente”: professionisti capaci di riconoscere possibili segnali, raccordarsi con i servizi competenti e diffondere la consapevolezza che i determinanti ambientali incidono sulla salute almeno quanto i fattori di rischio individuali”.





