In questi giorni Nichelino sta vivendo la festa di San Matteo, che popola di eventi, musica e spettacolo la centralissima piazza Di Vittorio. Ma qualche giorno fa ha acceso i fari anche su una realtà che da troppo tempo vive una situazione di grave difficoltà.
Il piccolo santuario inagibile da tempo
Il santuario di Vico Manino, che si trova all'interno del parco di Stupinigi, è una struttura ancora bella, se la si guarda da lontano, ma da anni ormai è inagibile e presenta condizioni di grave rischio, tanto da non poter essere utilizzato. Per ragioni di sicurezza, quindi, la recente festa della Madonna di Vico Manino è stata celebrata solo all'esterno, con la messa celebrata di fronte e non all'interno del piccolo santuario.
"Non possiamo permettere che un luogo così simbolico per la nostra comunità venga lentamente dimenticato", ha dichiarato l'assessore ai Lavori pubblici e agli Eventi Giorgia Ruggiero, che ha ricordato come la tutela del santuario sia già al centro di un percorso politico. Lo scorso marzo, la consigliera del PD Laura Pompeo ha presentato un’interrogazione in Regione per richiamare l’attenzione sulla necessità di preservare questo patrimonio. "La voglio ringraziare, assieme alla consigliera di AVS Valentina Cera, che sta portando avanti con determinazione questa battaglia", ha aggiunto Ruggiero, che poi ha sottolineato il ruolo avuto dalle Officine della Memoria.
Il contributo delle Officine della Memoria
"I volontari di questa associazione sono impegnati costantemente affinché la memoria della nostra città non si disperda e perché luoghi e storie restino vive nella nostra quotidianità - ha detto ancora l'assessore, che poi ha voluto ringraziare anche i sacerdoti nichelinesi che "hanno accolto le nostre preoccupazioni e hanno dato la loro disponibilità a lavorare per una soluzione".
"Difendere Vico Manino significa difendere la nostra storia, la nostra identità e la memoria di una comunità", ha concluso Giorgua Ruggiero. "Un obiettivo che assieme al sindaco Giampiero Tolardo abbiamo condiviso da tempo. La nostra voce continuerà a farsi sentire. Perché la memoria non si abbandona: si custodisce, si protegge e si tramanda".





