Un giusto salario per chi raccoglie la carta a Torino. Lo chiede il sindacato USB, che ha depositato una vertenza contro la Cooperativa Arcobaleno, che opera per conto di Amiat, denunciando che i dipendenti della cooperativa svolgono le stesse funzioni di chi raccoglie i rifiuti ma con un contratto inferiore.
Secondo il sindacato, infatti, chi guida autocompattatori, movimenta cassonetti e usa bracci idraulici per la raccolta della carta porta a porta dovrebbe essere inquadrato col contratto Igiene Ambientale e non col contatto nazionale delle Cooperative sociali.
I lavoratori sono impiegati nel servizio Cartesio, la raccolta differenziata porta a porta di carta e cartone che la cooperativa svolge per conto di Amiat. Il servizio nasce nel 1993 per iniziativa di Legambiente e Gruppo Abele.
Secondo USB, i lavoratori guidano mezzi complessi, operano spesso da soli e rispondono del mezzo, del percorso e del carico trasportato, ma percepiscono circa 1.150 euro al mese. Nei conteggi prodotti nella vertenza, che considerano paga base, scatti di anzianità e quattordicesima, la differenza retributiva rispetto al contratto di settore supera in media i 900 euro lordi al mese. Per uno dei ricorrenti, nel solo periodo tra maggio 2019 e aprile 2026, le somme richieste superano i 55mila euro lordi.
Arcobaleno è una cooperativa sociale che offre opportunità di inserimento lavorativo a persone svantaggiate. Una finalità che, sostiene USB, non può diventare la ragione per pagare meno i propri dipendenti, che comunque come tutti devono affrontare spese e sostenersi.
Davanti al Tribunale del lavoro il sindacato chiederà il riconoscimento del trattamento economico corrispondente alle mansioni effettivamente svolte e il pagamento delle relative differenze retributive. USB chiama in causa anche AMIAT, che ha in affidamento il sistema pubblico di raccolta dei rifiuti della città. AMIAT è controllata all'80% da Iren e al 20% dalla Città di Torino, che a sua volta possiede anche il 13,8% di Iren.





