Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dell’ipotesi di tracciato della Gronda Est si è riunito martedì 22 settembre nella sede della Città metropolitana di Torino. I rappresentanti delle amministrazioni comunali interessate all’opera hanno scelto a maggioranza l’ipotesi di tracciato A, che era una delle 7 prese in considerazione dagli esperti dello studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana di effettuare la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi. L’opzione A comporterebbe un investimento stimato, ai prezzi attuali, in 527 milioni di euro.
A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambiente, Alessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo, che ha previsto il coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte sulle alternative di tracciato. L’Assessore Gabusi ha inoltre ricordato che l’indirizzo espresso a maggioranza dai Sindaci è il primo passo nella direzione della progettazione e del reperimento dei finanziamenti per la realizzazione dell’opera.
“Le ipotesi alternative elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2023. In tre anni di confronto e approfondimento tecnico sono state soppesate le eventuali criticità e interazioni con la viabilità minore ed ora si è giunti ad una scelta il più possibile condivisa. - spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo - L’opzione prescelta guiderà i futuri sviluppi progettuali”.
Nella riunione del 22 settembre il tavolo tecnico-politico ha nuovamente preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria a rilevanti interventi infrastrutturali sul proprio territorio. Il Sindaco di Montaldo ha espresso preoccupazione per l’eventuale impatto sull’assetto geologico della collina torinese e ha auspicato che venga richiesta a tal proposito una consulenza al Politecnico di Torino, proponendo inoltre di affidare una consulenza al Dipartimento di Scienze economico-sociali e matematico-statistiche dell’Università di Torino sul contesto economico e sociale in cui la Gronda Est andrebbe ad inserirsi una volta realizzata. Da parte sua, l’amministrazione comunale di Pavarolo ha chiesto di tornare a valutare l’ipotesi di tracciato D, che però è risultata come più costosa rispetto a quelle prese in considerazione negli approfondimenti portati avanti negli ultimi mesi. Nella seduta del tavolo tecnico-politico che si era tenuta nello scorso mese di marzo, senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta avevano spiegato agli amministratori locali che i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzione.
L’ulteriore affinamento dell’analisi ha portato i tecnici a valutare l’incidenza economica della gestione e della manutenzione delle gallerie. È stata inoltre formulata un’ipotesi di suddivisione delle opere in lotti e micro-lotti funzionali, accompagnata da valutazioni economiche basate sulla suddivisione delle fasi dell’intervento e sull’esame dei nodi più critici del tracciato.
Lo sviluppo delle alternative tipologiche e di tracciato è avvenuto tenendo presente l’opportunità di realizzare l’opera per lotti e fasi funzionali, tenendo anche conto anche dell’effettiva evoluzione dei traffici. Sono stati identificati i macrolotti, che sono articolabili in sottofasi realizzative e che riguardano: la galleria di valico e il percorso di adduzione, la tratta collinare sud, il potenziamento della tangenziale di Chieri, la tratta Chieri-Pessione-Poirino.
Nell’ipotesi di tracciato A, che ha riscosso la maggioranza dei consensi espressi dalle amministrazioni comunali, il lotto della galleria di valico e del percorso di adduzione è grande e indivisibile ed è destinato a servire una domanda di viabilità esistente. Il lotto della tratta collinare sud, la cui utilità è strettamente legata alla realizzazione del lotto 1, è medio-piccolo e frazionabile. Il lotto per il potenziamento della tangenziale di Chieri è medio-grande e frazionabile e infine quello della tratta Chieri-Pessione-Poirino è medio e frazionabile.
Dal punto di vista dell’analisi costi-benefici, i tecnici hanno segnalato che la suddivisione della realizzazione in fasi è utile per anticipare i benefici, realizzando prima i lotti capaci di generare vantaggi per componenti di traffico già esistenti; ma anche per posticipare i costi, realizzando in un secondo momento i lotti più costosi e più orientati a rispondere ad un traffico atteso in futuro.
In tutte le ipotesi di tracciato i tracciati è presente di un lotto di valico indivisibile, che include il raccordo con la Provinciale 500 e la galleria di aggiramento di Gassino, la risalita lungo la Val Pallera, il tunnel di valico, il raccordo con la viabilità esistente in direzione di Chieri. Il costo di questo lotto varia in funzione della posizione e della lunghezza della galleria di valico, nonché del punto di raccordo con la viabilità esistente, che è più settentrionale per l’opzioni A ed A’ e più meridionale per l’opzione B.
A giudizio dei tecnici, le problematiche di finanziamento del lotto di valico possono essere assunte come base per operare su un doppio livello: da un lato avviare un processo a medio-lungo termine volto al cofinanziamento di questo lotto da parte di soggetti di livello sovra-metropolitano; dall’altro lato, iniziare a realizzare a breve-medio termine interventi di messa in sicurezza e predisposizione dell’itinerario nei lotti di minore dimensione.
I tecnici hanno anche affrontato il tema degli accessi e delle interazioni con la viabilità locale. Il tratto di Pavarolo-Montaldo, ad esempio, presenta molti punti di attenzione attorno alle intersezioni di accesso ai due capoluoghi, che interessano circa 50 fabbricati a Pavarolo e 20 a Montaldo.





