Economia e lavoro - 25 settembre 2026, 12:28

A Torino il biglietto da visita è tornato a fare la differenza

Ogni titolare di una piccola impresa torinese ha il telefono pieno di contatti. Eppure a una fiera di San Salvario, a una colazione di lavoro in centro, a un primo incontro con un cliente, quel rettangolino di cartoncino passa ancora di mano in mano.

A Torino il biglietto da visita è tornato a fare la differenza

Verrebbe da leggerlo come nostalgia. È più utile leggerlo come segnale. In un mondo dove ogni presentazione su LinkedIn sembra identica alle altre, un biglietto fisico è una delle poche cose che una persona conserva, appoggia sulla scrivania e ricorda dopo una settimana. Il formato non è morto. È diventato più deciso.

Carta e grammatura parlano per prime

Non tutti i biglietti pesano uguale, in senso letterale. Il cartoncino standard va dai 300 ai 400 grammi, e quello spessore è la prima cosa che la mano registra, come ricorda questa guida alla grammatura della carta. I 350 grammi sono lo standard per un biglietto professionale, con un buon equilibrio tra rigidità e resa. Sotto, il biglietto si piega in tasca e dice poco. La finitura fa il resto. Una plastificazione opaca resta pulita e si lascia scrivere sopra. Una lucida fa risaltare i colori. Un dettaglio in vernice UV solleva un logo dalla superficie opaca.

Il bordo colorato, un dettaglio torinese

C’è poi un vezzo che a Torino piace, il bordo colorato. Si ottiene incollando più strati di cartoncino e lasciando a vista il taglio laterale in un colore acceso. È un dettaglio che si nota solo quando il biglietto è in mano, ed è proprio quello il punto. Per chi stampa biglietti da visita online il bordo colorato è una di quelle scelte che trasformano un biglietto qualsiasi in qualcosa che il cliente mostra a un collega. Non serve a tutti, ma per un’attività che vive di immagine, dallo studio di design all’enoteca, fa la differenza tra un biglietto archiviato e uno esibito.

Quando il biglietto vince davvero

La stampa non è la risposta a ogni presentazione. Vince in momenti precisi. Una fiera affollata dove un numero di telefono si perde nel rumore. Un primo incontro con un cliente che ricorda i volti, non i profili. Una trattativa di quartiere dove il rapporto di fiducia conta più del sito web. In quelle stanze il biglietto fa un lavoro che il CRM non fa. Una piattaforma come Helloprint esiste perché quella domanda non è mai sparita, e Helloprint la serve insieme a centinaia di partner di stampa in Europa.

In conclusione

Lo smartphone doveva mandare in pensione il biglietto da visita. Ha solo alzato l’asticella per quelli che restano. Un titolare che consegna qualcosa di spesso, lavorato e pensato sta facendo una piccola affermazione su come la sua impresa fa tutto il resto. Helloprint e gli altri stampatori non vendono nostalgia, vendono l’unica presentazione che non sparisce quando lo schermo si spegne.







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I.P.

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