Alla vigilia della festa più importante dell’anno per il paese, Bricherasio perde un discendente di una delle sue più antiche famiglie di politici italiani e un custode della storia risorgimentale italiana. È morto ieri mattina (sabato 26 settembre) Edoardo Daneo. Ottantanovenne, era il nipote dell’omonimo deputato torinese la cui carriera politica si sviluppò a partire dal 1890 e che, nel 1911, come ministro, firmò la riforma della scuola primaria.
Proprio dalla storica villa di famiglia - Villa Daneo che è stata per diversi anni sede estiva del consolato danese in Italia - lunedì 28 settembre partirà la salma per il funerale che si svolgerà alle 15 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria. Daneo era uno dei soci storici degli Amici del Museo storico dell’arma di cavalleria di Pinerolo: “Edoardo era un vero e proprio ‘signore’. In questo modo fatto ormai da persone continuamente di fretta, lui sapeva mantenere aplomb e serenità” lo ricorda Daniele Ormezzano, presidente dell’associazione.
Daneo: una Villa e una famiglia ‘aperta’
Proprio dalla casa tra via Cesano e via Campiglione si vedeva spesso partire Daneo, per le sue passeggiate quotidiane, per andare ad acquistare il giornale o per recarsi in chiesa.
“La famiglia Daneo è sempre stata disponibile e legata al paese tanto da aprire tutti gli anni a maggio il portone della villa, rendendo accessibili il parco e i giardini. Suo fratello Paolo, diplomatico, organizzava infatti una festa aperta per la cittadinanza ma a cui invitava, in particolare, famiglie con figli con la sindrome down”, racconta l’ex sindaco di Bricherasio Emilio Bolla. L’ex primo cittadino inoltre fa parte della generazione di bricherasiesi ha frequentato la Villa con continuità: “La madre di Edoardo era un’insegnante di inglese e, spesso, noi ragazzini che volevamo imparare la lingua bene, ci rivolgevamo a lei”.
Aveva girato il mondo e amava la storia risorgimentale
Ex dirigente dell’Eni, per lavoro Daneo aveva girato il mondo, ma amava la casa bricherasiese a cui aveva dedicato anche uno dei suoi libri, realizzato con il sostegno della moglie e di una delle figlie. Le sue profonde conoscenze, in particolare della storia risorgimentale, l’avevano legato al Centro studi piemontesi di Torino e al Museo Storico dell’Arma di Cavalleria di Pinerolo: “Aveva scritto libri sulle avventure risorgimentali e conservava preziose testimonianze e documenti del periodo dell’Unità d’Italia. In particolare del carteggio tra Giolitti e Cavour” racconta Ormezzano per gli Amici del Museo.
Quando al Museo arrivavano in visita comitive internazionali era lui ad accoglierle: “Aveva una padronanza perfetta dell’inglese per cui era diventato un nostro punto di riferimento”.
Ed è proprio dei discorsi pubblici e delle chiacchierate private tra di loro che Ormezzano ha un vivido ricordo: “Era estremamente pacato ed elegante nel modo di parlare: il degno erede di una storia famigliare importante”.





