Dal 13 ottobre medici di famiglia e farmacie aderenti del Piemonte cominceranno a somministrare il vaccino antinfluenzale, e come ogni anno la farmacia sotto casa tornerà a essere il primo presidio della stagione fredda. Una parte crescente di quello che finisce negli armadietti dei torinesi, però, ormai non passa più dal bancone. Arriva con un corriere, ordinata la sera dal divano, e dietro quel pacco c'è un mercato che negli ultimi mesi si è mosso parecchio.
Un mercato da dieci miliardi
I numeri danno l'idea. Secondo lo studio Pharma Ecommerce & AI Study 26 di Smile AI, il mercato online della farmacia in Europa vale ormai circa dieci miliardi di euro, e nei primi sette mesi del 2026 la sola divisione healthcare di Amazon ha fatturato in Italia 670 milioni, il 23% in più dell'anno precedente. Sul fronte delle farmacie online vere e proprie, il sito italiano più visitato tra luglio 2025 e giugno 2026 è stato Dr.Max, con 33,4 milioni di visite. E tra le categorie più cercate dagli italiani sui comparatori di prezzo, integratori e vitamine stanno davanti perfino all'elettronica.
L'operazione Cepd-Atida
In un mercato così è inevitabile che i grandi gruppi si cerchino. A giugno la polacca Cepd, che gestisce circa 1.800 farmacie fisiche tra Polonia, Lituania e Svezia, ha rilevato Atida, piattaforma digitale presente in otto paesi europei. In Italia Atida opera con eFarma, nata a Bacoli, in provincia di Napoli, ed entrata nel gruppo nel 2021. Il nuovo soggetto punta a superare nel 2026 i 2,4 miliardi di euro di giro d'affari, con circa un terzo dalle vendite online. L'idea dichiarata è mettere insieme la rete dei negozi e quella del web, un modello che gli addetti ai lavori chiamano omnicanale e che in Italia è ancora agli inizi.
Il consiglio del farmacista passa dalla chat
Per chi compra, la differenza si vede soprattutto nei mesi come questi, quando la domanda si concentra su pochi prodotti e il consiglio conta più del prezzo. Uno dei limiti storici della farmacia online era proprio l'assenza del farmacista, e i siti più strutturati hanno provato a colmarlo con servizi di consulenza a distanza. Su eFarma, per esempio, c'è una chat con i farmacisti a cui rivolgersi prima dell'acquisto, e la categoria su cui arrivano più domande in autunno è quella degli integratori difese immunitarie, dove chi scrive spesso non sa distinguere tra una formula e l'altra. La linea che eFarma indica ai suoi clienti è partire dalla composizione e non dal nome commerciale, e ricordare che nessun integratore prende il posto del vaccino.
Come riconoscere un sito autorizzato
È un'avvertenza da tenere a mente, perché la crescita del canale digitale porta con sé anche qualche rischio. In Italia una farmacia o parafarmacia può vendere online solo se autorizzata, e sul sito deve comparire il logo comune europeo che rimanda all'elenco del Ministero della Salute. Basta un clic per verificare, e in fondo è l'unico modo per essere certi di non finire su un negozio improvvisato che vende prodotti di provenienza incerta.
E le farmacie di quartiere?
Il consolidamento del settore promette prezzi più competitivi e cataloghi più ampi (eFarma da sola supera le 60 mila referenze), però pone anche una domanda sul futuro delle farmacie di quartiere, che proprio in queste settimane tornano al centro della sanità territoriale con vaccini e servizi. Per ora le due strade sembrano convivere. Il pacco arriva a casa, mentre per l'iniezione ci si mette ancora in fila al banco.
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